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mercoledì 15 giugno 2016

#SENZA_TAGLI / Orlando, Londra e Italia (Michela Murgia)

Una strada di Londra, ieri, vegliava così per le vittime di Orlando. 
Ho ammirato gli inglesi per questo, perché saper piangere insieme è indice, oltre che di sensibilità personale, di una forte coesione sociale intorno a valori condivisi: chi spara sopra quei valori, spara contro tutti e tutte. Ognuno canta il verso: I'll take your part when darkness comes, perché quel tipo di oscurità viene sempre per tutti. Invano però si cercherà una strada in Italia dove ieri si sia fatta la stessa cosa con gli stessi numeri, perché la libertà di vivere esprimendo la propria identità sessuale in questo stato non è così pacifica. 

In questo stato - e per la precisione a casa mia, in Sardegna - un prete da un pulpito può invocare la morte degli omosessuali e restare al suo posto di parroco senza che accada nulla. 
E' lo stato in cui centinaia di commentatori da social possono affermare impunemente che "è colpa dei froci che sono froci, perché se non ostentassero le loro perversioni, cose del genere non succederebbero". 
E' uno stato in cui anche i tentativi di dare strumenti di legge uguali per tutti generano strumenti di legge diversi per ciascuno, finendo per ribadire che in fondo la dignità delle persone non è la stessa nemmeno per le istituzioni. 
L'educazione contro gli stereotipi di genere è l'unica strada per fermare l'odio verso le persone che da quegli stereotipi si discostano, e non importa che a morire da "divergenti" siano uomini o donne: è sempre la stessa lotta, lo stesso dolore, la stessa speranza di uscirne insieme.

*** Michela MURGIA, scrittrice, saggista, 'facebook', 14 giugno 2016, qui


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martedì 14 giugno 2016

#SENZA_TAGLI / Usa, strage di Orlando (Alessandro Gilioli)

Sulla strage di Orlando oggi tutte le analisi parlano del combinato disposto tra integralismo religioso, omofobia e libera circolazione delle armi.
Tutto giusto.

Aggiungerei tuttavia l'ipotesi che la ripetitività delle stragi di massa negli Stati Uniti - tutte opere di singoli usciti di testa - abbia qualcosa a che fare anche con la cultura iper individualista che è anche la ricchezza di quel Paese (ogni medaglia ha due facce), con l'atomizzazione come valore, con la negazione della rilevanza della coesione sociale, se non della società stessa.

Qui in Europa (specie del sud) stragi simili sono molto più rare, per fortuna. E forse questa minor frequenza di mattanze folli provocati da singoli impazziti ha qualcosa a che fare, per contro, con la cultura sociale europea, che ci rende di sicuro meno competitivi economicamente, ma forse ci fa complessivamente vivere un po' meglio, forse ci dà una qualità di vita a conti fatti migliore e più equilibrata, come racconta bene Moore nel suo ultimo film.

Comunque questa cultura sociale costituisce l'unica, vera grande identità comune europea, l'unica radice su cui si può costruire l'Europa unita - non lo scimmiottamento di un pur grande Paese come gli Stati Uniti, che ha di sicuro molte cose da insegnarci in tanti campi, ma che rappresenta un modello nei rapporti tra individuo e società su cui prima di adeguarci senza valorizzare ciò in cui siamo meglio noi, beh, forse dobbiamo riflettere un po'.
Anche perché dagli stessi Stati Uniti ultimamente stanno arrivando segnali - penso a Sanders, primo candidato socialista di successo, specie tra i giovani - che anche lì c'è una parte di popolazione che ritiene sia tempo di rivedere un po' il dogma iper individualista (le cui radici affondano nel modo stesso in cui quel Paese nacque, trecento anni fa; insomma è a sua volta un cascame del passato, non una scoperta contemporanea e innovativa).

*** Alessandro GILIOLI, giornalista, la Strage di Orlando, 'facebook', 13 giugno 2016


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#LINK / Usa, una strage di 'froci' che ci interessa poco (Aurelio Mancuso)

Non c'è proporzione rispetto alle reazioni, manifestazioni di cordoglio e di solidarietà tra la strage di Orlando e altre avvenute negli ultimi anni. Le dichiarazioni politiche in Italia sono state poche, al cloroformio, citando una indistinta carneficina di giovani, mai ricordando che è avvenuta in un locale gay.

Leggendo poi, le prime pagine dei giornali di questa mattina, si possono dare per scontate le interpretazioni e posizionamenti non di apertura dei quotidiani della destra, rimani un po' stupito da 'Il Fatto Quotidiano', quasi non ci credi che 'il Sole 24 ore' non contenga manco un rigo e te ne fai una ragione. È la politica che riesce sempre a stupirti, che probabilmente annusa l'indifferenza generale, visto che nessuna grande associazione de sinistra, o per diritti umani o contro la violenza ha sentito il dovere di promuovere "spontaneamente" fiaccolate o sit in. (...)

*** Aurelio MANCUSO, attivista dei diritti civili, Una strage di "froci" che all'Italia interessa poco, 'L'Huffington Post', 13 giugno 2016

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