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venerdì 2 dicembre 2016

#VIDEO / Renzi e le bufale sul Senato


da Claudia Vago, 'facebook', 1 dicembre 2016
video 1min12


Il video dura 1 minuto. Sufficienti per restare senza parole.
E incazzati. 
Anche perché il signore del video, che è pure presidente del consiglio, ha l'impudenza di chiamare 'bufale del no' gli argomenti inoppugnabili sul nuovo Senato, i cui senatori, in base alla sua proposta di riforma, saranno eletti dai consiglieri regionali e non più dai cittadini. (mf)

domenica 4 ottobre 2015

#RITAGLI / Senato 2015, offesa a tutti i cittadini (Maria Laura Rodotà)

Non è sessista, il gesto del senatore Lucio Barani, che ha mimato un invito al sesso orale nell’Aula del Senato all’indirizzo della collega Barbara Lezzi. Non interessa che Barani sia un craxiano ex Forza Italia e ora nello stesso gruppo e forse dallo stesso barbiere di Denis Verdini, e Lezzi sia dei 5 Stelle. Non fa ridere la miliardesima «bagarre in Aula», come da frase fatta. (...)

In un ramo del Parlamento dove succedono queste cose non viene sessisticamente offesa una donna o le donne; vengono offesi tutti i cittadini. Il fattaccio non interessa politicamente; deprime causa deriva etica e comportamentale (da anni; dalle mortadelle nell’emiciclo ai vicepresidenti che chiamano le africane «oranghi»). Non è divertente, il video della lite successiva fa venire la nausea. Non è bello discuterne; soprattutto, viene da pensare che verrà ricordato come un episodio fondante della Grande Riforma. Il che non dovrebbe far piacere a nessuno (la Costituente ebbe il pianto di Concetto Marchesi, grande latinista e deputato Pci, che non votò l’articolo 7 sul Concordato; noi ricorderemo la richiesta di fellatio, per quanto timida, di Barani; e non volevamo una Repubblica fondata sul Pittoresco, in molti, proprio no). 

*** Maria Laura RODOTA', giornalista, Quel gesto che offende tutti i cittadini, 'Corriere della Sera', 3 ottobre 2015

LINK, articolo integrale qui

giovedì 3 settembre 2015

#RITAGLI / Senato, da Camera alta a camerino (Michele Ainis)

(...) [D: ...lei ha definito il nuovo Senato un “camerino”].
Quando ho fatto parte della commissione Letta, quella dei 35 saggi, ero favorevole al passaggio al monocameralismo. Ipotesi a mio avviso ampiamente preferibile all’attuale pasticcio. Perché, come le persone, anche gli organi costituzionali hanno diritto alla dignità. Qui il rischio è che il Senato abbia una funzione secondaria, avendo così una Camera e un “camerino”. Una volta stabilito che la fiducia al governo la dà solo Montecitorio, che ci sta a fare il Senato? Se la soluzione individuata è che il Senato diventi un organo di raccordo con le istituzioni territoriali, mi devono spiegare che ci stanno a fare i senatori nominati dal Presidente della Repubblica per meriti culturali. Si potrebbe fare della seconda camera un organo di garanzia, cioè un vero contropotere.

[D: È esattamente quello che non si vuole fare].
La scelta è stata di collegarlo agli enti territoriali, nel modo peggiore. Facendo eleggere i nuovi senatori dai consiglieri regionali, cioè da politici di serie B. La soluzione “Senato delle garanzie” prevede l’attribuzione di poteri d’inchiesta, di nomina delle autorità indipendenti, dei giudici costituzionali, la possibilità di fare audizioni pubbliche come negli Usa. A quel punto però ci vorrebbe l’elezione diretta. L’esigenza da cui si è partiti è giusta: modificare un sistema unico al mondo, in cui due camere danno la fiducia.

[D: Ma lei ha giustamente ricordato quante leggi di Berlusconi sarebbero passate, senza il pollice verso del Senato…]
Infatti io sarei favorevole al monocameralismo, che però presuppone un sistema di rafforzamento delle garanzie: dalla presidenza della Repubblica al sistema elettorale proporzionale. Con l’attuale riforma, i governi saranno più stabili, ma la governabilità non può esistere a discapito della rappresentatività e delle garanzie democratiche.

*** Michele AINIS, costituzionalista e saggista, intervistato da Silvia Truzzi, "Da Camera alta a camerino: il senato sarà senza dignità", 'Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2015

LINK, articolo integrale qui