martedì 16 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Energia mutabile (Giuseppe Conte)

L’amore vero, tu lo sai, è volere
la gioia di chi non ci appartiene
è questo uscire, traboccare
da se stessi, come il sangue dalle vene
per un taglio, è l’irrinunciabile,
amore energia mutabile eterno bene.

*** Giuseppe CONTE, 1945, poeta, scrittore, Energia mutabile, da Ferite e riforniture, Mondadori, 2006, in 'ipoetisonovivi.com', 28 marzo 2018, qui


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#SPILLI / Sanità, come ti smantello il pubblico (Massimo Ferrario )

Poiché l’email che ho inviato ieri all’Ufficio Relazioni Pubbliche (URP) dell’ospedale Fatebenefratelli (FBF) di Milano coglie un problema che non riguarda solo me, ma ogni cittadino utente della sanità pubblica, la diffondo qui sul blog, a mo’ di lettera aperta.
Ecco il testo. 

«Spettabile URP FBF,
francamente credo poco o nulla nelle denunce individuali, specie se rivolte al Pubblico. Ma ci provo. Perché sono veramente disgustato dall'organizzazione del Fatebenefratelli di questi ultimi anni. 

Frequento il Centro Diabetologico FBF dal 2013, anno in cui mi è stato riconosciuto il diabete e il centro mi ha preso in carico come paziente. 
Era l'epoca in cui tutto funzionava come un orologio svizzero: efficienza, disponibilità, attenzione. 
Oggi è rimasto il comportamento cortese, pronto a risolvere i problemi dell'utente, del personale infermieristico (cui continua ad andare il mio grazie più sentito). E non è stata intaccata la competenza tecnica del personale medico.

Ma il degrado complessivo della struttura è stato continuo e  incessante: come goccia che scava la pietra. E ora siamo allo smontaggio vero e proprio dell'unità: dopo le gocce, se ne sta andando la pietra.

Da ben prima del Covid era impossibile mantenere il riferimento a un medico fisso: alla faccia del rapporto di fiducia medico-paziente, io da qualche anno mi sono visto 'giostrare' dal primo all'ultimo medico disponibile, il quale ogni volta deve ricostruire da computer il mio stato di salute, affidandosi ai parametri  tecnici e rinunciando a compiere qualunque vero 'atto medico', per non uscire dagli standard di prestazione (quantitativi) rigorosamente prefissati in un briciolo di minuti per singola 'visita'.

Oggi ho saputo che anche per le prenotazioni e le accettazioni il Centro Diabetologico non sarà più coinvolto: al suo posto, ci si dovrà rivolgere al numero unico della Lombardia (che non ha in agenda da mesi la struttura Fatebenefratelli e quindi ti vorrebbe prenotare a chilometri di distanza, addirittura anche fuori Milano, e con attese di mesi, quando non di un anno per l'altro...) e alle casse centrali mezz'ora prima dell'appuntamento per il rituale check-in. 

Non sono sorpreso.
Da cittadino sempre più minoritario che ancora crede caparbiamente nel pubblico (e rifugge il liberismo che tanto piace non solo in Regione Lombardia) e ancora vuole 'fidarsi' di medici e di scienza (non sono novax), sono doppiamente incazzato (e abbondate pure con le zeta...), nel vedere compiersi il disegno, conclamato nei fatti, di distruggere il pubblico per fini di privilegio verso il privato.

Nel mio piccolo, recentemente mi sono dovuto sobbarcare spese frequenti e consistenti per prestazioni private, per non avere appuntamenti a 6-9 mesi di distanza. So di essere un privilegiato, che può spendere per la propria salute: ma non tutti lo sono. E peraltro, per il servizio sanitario pubblico, paghiamo (io pago) fior di tasse.

Mi spiace. 
Nel caso del Centro Diabetologico stiamo assistendo a un suicidio. Farà comodo a qualcuno, ma non certo a noi pazienti.

Questa email, ovviamente, è solo a nome mio. Ma assicuro, per conoscenza diretta, che parecchi utenti potrebbero sottoscriverla. 
Forse l'incazzatura della gente non vi arriva: ma è solo un problema di difetto uditivo. Vostro. Fatevi una visita da un otorino: naturalmente, poiché la ritengo urgente, fatevela privatamente. Come sapete, nel  privato c'è posto anche domani.

Cordialmente, mf»

*** Massimo Ferrario, Sanità, come ti smonto il pubblico, per Mixtura


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#VIGNETTE / All'associazione mondiale dittatori (Natangelo)

NATANGELO
'il Fatto Quotidiano', 14 novembre 2021, via facebook, qui

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lunedì 15 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Ogni frutto (Mariangela Gualtieri)

Ogni frutto
stringe il seme come giurando.
Cadendo giura e in forma di radice risponde
alla terra che chiama. Alla terra che canta
la promessa infinita. C’è solo vita
niente altro. Solo vita.

*** Mariangela GUALTIERI, 1951, da Bestia di gioia, Einaudi 2011, in 'ipoetisonovivi.com', 9 ottobre 2013, qui

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#VIGNETTE / Non abbiamo ancora un accordo di tutti (Christian Durando)

Christian DURANDO
facebook, 13 novembre 2021, qui

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domenica 14 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Non si finiscono mai i sogni (Stefano Raimondi)

Non si finiscono mai i sogni
non si finiscono le fiabe.
I bambini girano la faccia
un attimo prima della paura
respirano forte fin dentro la notte
fanno buia la stanza: la guardano
da un’altra parte la luce.

*** Stefano RAIMONDI, 1964, poeta e critico letterario, da Il cane di Giacometti, Marcos y Marcos, 2017, in 'ipoetisonovivi.com', 25 marzo 2019, qui


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#PIN / Chi sa vivere (MasFerrario)

(rielaborazione di un tweet del 15 ottobre 2014

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#VIGNETTE / Negazione (Mauro Biani)

Mauro BIANI, 1967
'la Repubblica', 11 novembre 2021, via facebook, qui

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sabato 13 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Direzioni (Massimo Gezzi)

Certe direzioni sono modi
improvvisati di restare in equilibrio,
gesti istintivi comandati da un niente.
Per questo le traiettorie precise
sono cose da aeroplani, da stormi in migrazione
che capiscono il vento. Gli uomini onesti
non dicono io vado: cantano pianissimo
se una strada li porta, se una curva spalanca
un mare abbagliante.

*** Massimo GEZZI, 1976, Direzioni, da L’attimo dopo, Sossella, 2009, in 'ipoetisonovivi.com', 29 aprile 2013, qui


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#VIGNETTE / Libia, serve un nuovo accordo sui migranti (Stefano Rolli)

Stefano ROLLI
facebook, 12 novembre 2021, qui

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venerdì 12 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / E leggi (Giancarlo Pontiggia)

E leggi che durare possono
le cose che non hanno vita,
e tu muori,

e questi versi, che altri un giorno
leggeranno, durano più di te,
e tu non duri,
e li hai fatti

e in queste stanze
dove tante ore hai
dormito, altri
ci dormiranno: e così poco
è la vita,

che un verso, un muro, un letto
sono più lunghi di te,

erano prima, e sono dopo
di te.

*** Giancarlo PONTIGGIA, 1952, da Origini. Poesie 1998-2010, Interlinea, 2015, in 'ipoetisonovivi.com', 8 maggio 2015, qui


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#VIGNETTE / Bisogno di certezze (Fabio Magnasciutti)

Fabio MAGNASCIUTTI
facebook, 9 novembre 2021, qui

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giovedì 11 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / La notte più bella rimane (Roberta D'Aquino)

La notte più bella rimane
quella in cui dormimmo abbracciati in una piazza
una rosa dal gambo reciso alzava la testa
io tenevo l’orecchio appoggiato a sentire la vita
e tu pensavi: sarà infinita, questa partita
No, non era infinita. Sei andato, volato, sparito.
Forse cerchi ancora indolente un tabacchi.
Ora dormo sul fianco sinistro tutte le notti
mi cingo le braccia intorno al collo
a volte lo massaggio a volte mi accarezzo le spalle
a volte il mio peso preme così forte sul seno che mi fa male.
Un tamburo la pelle tesa bene
– tum – tum – tum
Il rumore costante e profondo e tu
che tra le braccia e il petto plasmi anche l’aria.
Non c’è pericolo che vada. Dove vuoi che vada?
La notte io dormo tranquilla sul lato sinistro
sento il tuo corpo a conchiglia che mi stringe

e sbadiglia

*** Roberta D'AQUINO, 1982, poetessa, da Un istante di grazia, Editore Convivio, 2019, in 'poeticon', 30 ottobre 2021, qui


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#VIGNETTE / Assemblea Costituente 1948 (Natangelo)

NATANGELO,  1985
facebook, 9 novembre 2021, qui

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mercoledì 10 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Negli occhi di un cane (Massimo Salvadori)

Negli occhi di un cane
nel tempo che cambia 
nell’insetto che vola  
sopra ogni rumore.
Anche nell'acqua piovana 
o nelle maree di una strada
se continui a cercarmi 
potrò esserci ancora. 
Non si dice a parole
abbandono e speranza
vicina e lontana
la nostra mancanza.

*** Massimo SALVADORI, insegnante, poeta, facebook, 8 novembre 2021, qui


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#VIGNETTE / NoVax (Franco Donarelli)

Franco DONARELLI
facebook, 9 novembre 2021, qui

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martedì 9 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Quando le cose non si vedono esistono di più (Azzurra D'Agostino)

Quando le cose non si vedono esistono di più.
Un segno sottile, appena accennato,
come il fragile passo di un passero
che s’è appena appoggiato
sulla neve – un’impronta così breve,
solo un’ombra che passa su un velo
ed ecco c’è già tutto il cielo.

*** Azzurra D'AGOSTINO, 1977, poetessa, da Poesie della neve, Edizioni Fatatrac, 2019, in 'l'estroverso', qui


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#VIGNETTE / La quarta ondata (Lele Corvi)

Lele CORVI
'il manifesto', 6 novembre 2021, via facebook, qui

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lunedì 8 novembre 2021

#SGUARDI POIETICI / Cielo notturno (Joan Brossa)

Guarda:
se ne è aggiunta una
nuova. Il mio amore per te
non arriva per caso alle
stelle?

*** Joan BROSSA, 1919-1998, poeta e artista catalano, Cielo notturno, da Parata di libri, 1980, in 'il canto delle sirene', 4 novembre 2021, qui


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#PIN / L'oggetto sconosciuto (MasFerrario)


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