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sabato 7 febbraio 2015

#SGUARDI POIETICI / Oltre (M. Ferrario)

Sognare
persiane di cielo.

Che si spalanchino
all’improvviso
con il fragore incontenibile
di una liberazione
finalmente conquistata,
fuori dal cemento
di morte
che asfissia il fiato in gola.

Sognare
di danzare aerei,
finalmente respirando.

Oltre.

Oltre noi.

Che giaciamo a terra.

Schiacciati e calpestati 
dalla foll(i)a ossessiva dei
grattacieli
proiettati a sfidare le nuvole
per la nostra 
tracotante inconsapevole
onnipotente 
impotenza.

*** Massimo Ferrario, Oltre, novembre 2014, per 'Mixtura'

sabato 10 gennaio 2015

#SOCIETA’ #POLITICA / Destra, sinistra. E 'oltre'

E' vero, il mondo è sempre più complesso.
Disorientato e disorientante.

Ragione di più per avere una bussola.
Con una bussola non hai risolto: perché poi devi decidere dove andare. Ma almeno hai una posizione. 'Ti sei' posizionato.

Dire che sono saltati tutti i paradigmi ha un senso. Perché ti aiuta ad abbandonare vecchie fedi. E la fede, se serve (per chi ci crede) per andare nell'aldilà, è pericolosa quando si voglia stare ben saldi nell'aldiqua. Perché non si concilia con la ragione. Ti obbliga a credere a prescindere. Indipendentemente da. E non ti spinge a sottoporre alla dura critica del reale le tue convinzioni: ossificatesi in convenzioni

Magari ti riempi la bocca della solita retorica: che esalta l'importanza dei feedback. Ma poi, quando i risultati smentiscono con la forza dei fatti (e i 'gufi' qui non c'entrano) le tue 'ideologie' (che naturalmente dici di aver lasciato al passato: ora sei ‘pragmatico’), neghi i feedback.

Gli esempi non si contano. Ce n'è per tutti. 

Anche per i liberisti, vecchi e nuovi, e per i fondamentalisti dell'austerity: non c'è 'mattonata nei denti' che li sconvolga e gli faccia nascere un dubbietto. 
Avanti così. Et pereat mundus.

Ma oggi s'avanza una nuova tendenza: che in nome del nuovo (peraltro, come capita sempre quando se ne è ossessionati, più vecchio che mai) afferma di dover rottamare tutto. 
Persone e cose.

Non ci dovrebbe esser bisogno di stigmatizzare l’uso di questo verbo se applicato alle persone. Dice bene i tempi: in cui le persone, dopo essere state magnificate, nei convegni aziendali, come risorse umane, sono diventate pedine. Da usare. E quindi, quando si siano usate o non si vogliano più usare, da gettare. Nel più perfetto stile Usa-e-getta, appunto. 
E con buona pace di Kant: che invitava a trattare gli esseri umani sempre come fini e mai come mezzi
Ma si sa: la filosofia è roba da perdenti. Gente che non agisce. Quindi non vince. E se non agisci (in fretta e senza quel pensare che fa perder tempo), non ‘servi’. 
O, chissà, potresti diventare 'cieco': come gli adulti raccontavano una volta ai ragazzini per distoglierli da certe pratiche adolescenziali.

Ma fermiamoci alle ‘cose’: in questo caso intese come teorie, concetti, visioni.
Ad esempio. 
Si ripete, ormai come un mantra, che destra e sinistra sono categorie superate. 
Inattuali. Inservibili. 
E che bisogna assolutamente (subito, senza indugio) andare ‘oltre’
Naturalmente, se chiedi ai fan dell'oltre in quale paradiso si collochi questo oltre, prima diventano tautologici (oltre, ti ridicono, e gli sfugge uno sguardo di superiorità misto a compatimento). Poi, se insisti, si spazientiscono e ti abbandonano al tuo destino: non capisci il nuovo-che-avanza e forse stai manifestando i primi segni di Alzheimer.

Io non ho certezza di cosa siano, oggi, destra e sinistra. Anche se, francamente, nonostante la post-fazione al libro di Norberto Bobbio su destra e sinistra redatta dal sedicente rottamatore alla moda  chiamato Matteo Renzi (°), continuo a credere che le pagine, appunto di Bobbio, sulla questione, non vadano archiviate nell'altro secolo, ma continuino ad essere un ottimo supporto di riflessione. E servano, anche nel nuovo millennio, quanto meno per ‘instradarsi’.

Insomma: conservo una cocciuta certezza (felice prigioniero di un pensiero che procede ‘in direzione ostinata e contraria’) che destra e sinistra costituiscano, oggi più che mai, una bussola.

Certo, dicevo anche più sopra. Una volta che ti sei collocato rispetto a queste due ‘banali’, ma tuttora fondamentali categorie (forse pure stradali, ma sicuramente di geografia culturale e politica), non solo devi decidere la via specifica da prendere, ma devi anche capire sempre meglio la mappa che si dipana a partire dalla tua scelta di collocazione. Perché una volta la strada era (o si credeva che fosse) capita una volta per tutte, anche perché si giurava fosse unica e indefettibilmente destinata a far brillare il sole dell'avvenire; mentre oggi la comprensione, l’esplorazione, la riflessione, la correzione sono (devono essere) continue.

Però il 'posizionamento' è condizione indispensabile. E' legato ai principi che hai deciso di seguire. Ed è sulla base di questi che costantemente ripenserai ai valori che informano la tua scelta.
Infatti, è sperabile che ognuno di noi costruisca e alimenti, lungo tutta la vita, una sua 'visione del mondo'. Che è poi l'equivalente del termine ideologia. Una parola oggi demonizzata, ma la cui etimologia, come sappiamo, allude a un 'sistema di idee e valori', di cui ogni essere umano, in quanto distinto da un animale, dovrebbe essere provvisto.
Principi, valori, ideologia saranno quindi oggetto costante di monitoraggio. L''aggiustamento' avverrà volta a volta: in base al terreno, vario e movimentato, che in corso d'opera troveremo e tentando di conciliare la coerenza di fondo della nostra visione con la flessibilità e la mediazione che fanno parte del 'processo'. Cioè del vivere.
E, soprattutto, visto che l'Io, benché ormai sempre e solo pensato in maiuscolo, non abita autisticamente isolato su un bricco fuori dal mondo, del convivere.

Se ci muoveremo in questo modo, cercheremo di 'governare' vita e realtà. 
Altrimenti, saremo alla mercé. 
Gestiti dagli eventi. Senza paradigmi. 
Ma falsamente liberi.

E finiremo fuori strada.
Proprio come quelli che dicono che destra e sinistra non contano più. 

Per la verità in genere, lo sappiano o meno, sono già finiti fuori strada.
E se guardiamo bene li troviamo tutti lì.
A destra.

* * * Massimo Ferrario, per 'Mixtura' on line.   
(°) Norberto Bobbio, 1909-2004, filosofo, giurista, storico, politologo e senatore a vita. Destra e sinistra, Donzelli, 1994, nuova edizione con prefazione di Matteo Renzi, 2013