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domenica 8 ottobre 2017

#RITAGLI / Giappone, troppo lavoro, giovane si suicida, azienda condannata (Guido Santevecchi)

Un nuovo caso di «karoshi», la morte per sfinimento causata dalle aziende che impongono ai dipendenti troppe ore di straordinario: la maggiore agenzia pubblicitaria giapponese condannata a pagare 500 mila yen, pari a 3.780 euro

In Giappone il tasso di disoccupazione è al 3 per cento, quota fisiologica secondo gli economisti. Ma Tokyo non è il paradiso dei lavoratori. È la patria del «karoshi»: la morte per sfinimento causata dalle aziende che impongono ai dipendenti una montagna di ore di straordinario. Ora uno di questi casi è finito in tribunale. È il suicidio di Matsuri Takahashi, una giovane praticante di 24 anni della grande agenzia di pubblicità Dentsu, famosa per i suoi ritmi forsennati. Era il 2015 e Matsuri per email si era sfogata con la madre, raccontandole che nell’ultimo mese le era stato ordinato di fare 105 ore di straordinario; andava avanti così da nove mesi; nell’ultima settimana era riuscita a stendersi nella sua branda del dormitorio aziendale per un totale di dieci ore. Sconvolta dalla depressione, una notte si lanciò nel vuoto dal palazzo della Dentsu. Ieri i giudici hanno stabilito che la Dentsu ha violato la legge.
L’agenzia è stata condannata a pagare 500 mila yen, 3.780 euro. Tanto valeva il superlavoro di Matsuri, tanto è stata valutata la sua vita spezzata con il suicidio. In un comunicato la Dentsu ha detto di prendere la sentenza con grande serietà e non ha mancato di «estendere le più profonde scuse agli azionisti e al pubblico per la preoccupazione causata». L’amministratore delegato, il signor Toshihiro Yamamoto, per sei mesi avrà un taglio di stipendio del 20 per cento. La notizia è stata data con grande risalto dalla stampa di Tokyo. Perché un’azienda è stata condannata, anche se solo per aver violato la legge sull’orario di lavoro, non per aver provocato la morte. «È comunque un fatto storico, il reato è stato accertato», ha detto l’avvocato della famiglia Takahashi (...)

Secondo la legge, una morte per infarto viene considerata «karoshi» se il dipendente ha fatto 100 ore di straordinario il mese precedente, o 80 nei due mesi prima dell’evento. Per la giurisprudenza un suicidio può essere «karoshi» se l’individuo è stato impegnato in 160 ore di lavoro extra per un mese o 100 ore per tre mesi consecutivi. (...)

*** Guido SANTEVECCHI, giornalista, Tokyo, Dentsu multata per il suicidio di una dipendente: troppo lavoro, 105 ore di straordinario al mese, 'Corriere della Sera', 7 ottobre 2017

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lunedì 6 febbraio 2017

#LINK / Giappone, 'karoshi': o la morte per superlavoro (Guido Santevecchi)

In Giappone il tasso di disoccupazione è al punto più basso da 22 anni: 3,1% nel 2016, una quota giudicata fisiologica dagli economisti. Ci sono 143 posti di lavoro per 100 giapponesi disponibili, dicono le statistiche. Ma questi numeri, uniti all’etica del lavoro e alla montagna di ore straordinarie richieste dalle imprese, hanno creato il fenomeno tutto giapponese del «karoshi»: la morte per sfinimento.  (...)

*** Guido SANTEVECCHI, giornalista, Il Giappone muore di superlavoro. Il governo vara le contromisure, 'corriere.it', 31 gennaio 2017

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martedì 23 giugno 2015

#MOSQUITO / Karoshi, ma pensa postivo (Kashima Takashi)

‘Karoshi’ è una parola giapponese che vuol dire ‘morte improvvisa da sovraffaticamento’. E in Giappone colpisce sempre più spesso le donne, in particolare le ragazze all’inizio della loro carriera. (...) Finora le vittime erano soprattutto insegnanti o infermiere. Ma oggi le categorie colpite sono sempre più numerose. Dal 1988 al 2002 l’associazione delle donne vittime di ‘karoshi’ si è occupata di 32 casi. I più colpiti restano gli uomini. Secondo un esperto, l’avvocato Kawahito Hiroshi, la ragione è che ‘gli uomini preferiscono non assentarsi dal lavoro anche quando stanno male o soffrono di depressione’. 
Tuttavia sono sempre di più le donne che lavorano in posti dove non si bada all’orario e il clima in ufficio le costringe a diventare ‘pseudouomini’ per fare carriera. (...)
«Sono esausto, depresso e non riesco a prendere sonno. Vorrei consultare un esperto». A un dipendente che ha avanzato questa richiesta, un dirigente ha risposto: «Sei immaturo e senza spina dorsale. Pensa in positivo, così risolverai tutto!». Questa testimonianza è stata trovata nel testamento di un suicida. 

*** Kashima TAKASHI, ricercatore giapponese, In Giappone lavorare uccide, ‘Internazionale’, 20 febbraio 2004, tradotto da ‘Nihon Keizai Shimbun’, Giappone.

Su karoshi,