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giovedì 4 agosto 2016

#RITAGLI / Jihad, e pensiero dicotomico (Elettra Elisabetta Santori)

(...) «Terroristi o psicopatici? Come se si trattasse di scegliere tra i due», ha dichiarato Bernard Henry-Lévy, saltando d’un balzo le paludi del pensiero dicotomico. I terroristi sono sempre psicopatici, come lo erano le SS, ha però aggiunto. Così, nel tentativo di salvare entrambi gli estremi della dicotomia, la sua sintesi ha finito per identificarli ora et semper, e questo non regge alla prova storiografica. Negli anni in cui le Brigate Rosse colpivano magistrati, politici, industriali e forze dell’ordine, nessuno si chiedeva se i brigatisti fossero terroristi o psicopatici. Quella dei Br era ancora una ferocia selettiva e lucida, che almeno distingueva tra i cittadini comuni da un lato, e i detentori del potere dall’altro, decidendo di colpire solo questi ultimi. Questi distinguo i terroristi islamici non li hanno mai voluti fare, uccidendo sempre all’ingrosso, mandando al macello il cristiano e l’ebreo, il credente e il non credente, militari e civili, sunniti tiepidi e sciiti apostati. Molto più simili in questo, ai nostri terroristi neri, strateghi della tensione, che piazzavano bombe nelle banche, sui treni, nelle piazze per massimizzare la carneficina. In confronto ai jihadisti, i Br, per quanto spietati, paiono quasi terroristi etici. Assassini delicati, direbbe Albert Camus. (...)

*** Eletta Elisabetta SANTORI, riercatrice, sociologa, Le baccanti del jihad e le falle del pensiero dicotomico, 'MicroMega online', 26 luglio 2016

LINK articolo integrale qui

sabato 14 novembre 2015

#RITAGLI / Francia, terrore Jihad (Marek Halter)

Parigi, 128 morti, 250 feriti. La Francia e tutto il mondo sotto shock per gli attentati della notte del 13 novembre 2015

° ° °

[D: Riesce a capire che cosa sta succedendo?]
È una nuova guerra, l'ho scritto appena due settimane fa sul 'Journal de Dimanche'. Il mondo sta cambiando. E cambia la forma della guerra. Nel '39 si mandavano aerei e carri armati, oggi ci sono persone pronte a morire pur di uccidere in nome di Dio. E opporvisi è difficilissimo".

[D: Che succederà adesso?]
Ho una paura, che è quasi una certezza: quello che sta succedendo aiuterà la destra estrema, alle prossime elezioni guadagnerà milioni di voti. La chiamano già la guerra con l'islam. E stanno lanciando la guerra contro i rifugiati, perché i figli di quelli che scappano da Iraq e Siria vengono in Francia per uccidere. È la democrazia a essere in pericolo. La gente ha paura, e apre agli estremismi. Non è impossibile che domani ci siano attacchi contro i musulmani in Francia, o attentati alle moschee.

[D: Come si può evitare che questa profezia di sventura si realizzi?]
Per la gente semplice siamo già in una guerra di religione. Ed è difficile trovare una via d'uscita. Già tempo fa ho chiesto ai musulmani di Francia di mobilitarsi per dire che sono solidali con le vittime degli attentati e prendere le distanze dai jihadisti, altrimenti la popolazione francese penserà che sono complici o conniventi. Il pericolo è una guerra di religione. Non possiamo spiegare alla maggioranza della gente che reagire è sbagliato. I nostri vicini sono musulmani, in Francia sono sette milioni, io mi raccomando con loro, perché si muovano a protestare contro questi assassini. E la gran parte della comunità è d'accordo. (...)

[D: Come si può reagire?]
È difficile fare qualsiasi cosa. Se ci fosse stato da affrontare un esercito regolare, in una guerra tradizionale, un paese da sessanta milioni di abitanti avrebbe reagito adeguatamente. Ma così? Non possiamo certo schierare cento poliziotti per ogni stazione della metropolitana. E una risposta politica non c'è. (...)

[D: E adesso, le possibili conseguenze politiche sono inquietanti]
Vincerà Martine Le Pen. E in realtà bisogna darle ragione, quando dice che gli islamici non sono buoni francesi: non sono pronti a morire per la democrazia, ma per Allah sì. (...)

*** Marek HALTER, 1936, scrittore, filosofo francese di origine polacca, filosofo, intervistato da Giampaolo Cadalanu, Halter: "Questa è una guerra globale. Ora la democrazia è in pericolo", 'la Repubblica', 
https://it.wikipedia.org/wiki/Marek_Halter

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