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lunedì 23 gennaio 2017
lunedì 6 giugno 2016
#MOSQUITO / Benessere, sì ma meglio 'essere' (Franco Bolelli)
Chiaro che l’idea del benessere - che ci viene ossessivamente proposta da migliaia di prodotti materiali e non - è tutt’altro che spiacevole. Chiaro che il benessere è preferibile al malessere, così come il piacere al disagio o alla noia. Ma fra benessere e malessere, è meglio - incomparabilmente meglio - scegliere l’essere, tutto quanto. Sia perché tentare di separare in qualunque organismo il lato "buono" da quello "cattivo" è più complicato che aprire le acque del Mar Rosso, sia perché, anche se mai ci riuscissimo, siamo così sicuri che ci guadagneremmo qualcosa? Una persona, un progetto, un’esperienza sono davvero appassionanti quando accendono fuochi, brividi, lampi: quando mai una qualunque attività umana degna di nota è stata priva di rischi? Non venite a dirmi che preferite qualcuno e qualcosa che vi offre beatitudine piuttosto che slanci e imprese. Chi aspira alla virtù e al benessere delimita le possibilità della vita, ne mortifica la pienezza per ritagliarsi un rifugio consolatorio. Lontano dal calore inventivo e reinventivo, il benessere non è che un’illusione discretamente mediocre.
*** Franco BOLELLI, 1950, filosofo e saggista, rubrica ‘Si fa così’, ‘D’, 2 aprile 2011
venerdì 3 giugno 2016
#LINK / Noia, incapacità di essere (Renato Zambello)
Mi capita spesso di leggere nei racconti dei miei pazienti, strategie difensive e molto spesso preventive atte ad evitare la noia. Ieri sera ho visto un talk show dove interveniva l’Avvocato Rimini, noto matrimonialista, al quale gli veniva chiesto quali fossero le cause più frequenti che portano al fallimento di un matrimonio. Risposta: nell’ottanta per cento dei casi il matrimonio fallisce per noia.
Allora la noia è una cosa seria. Fa più danni dei tradimenti e delle liti. La noia è veramente l’inedia che spinge verso la morte del rapporto?
Per la verità abbiamo paura della noia anche quando siamo soli. Non è un sentimento che appassisce i rapporti, è un veleno nella vita quotidiana dal quale ci difendiamo, scappiamo, ma che spesso ci intossica. (...)
*** Renzo ZAMBELLO, medico, psicoterapeuta, La noia, ovvero l'incapacità ad essere, 'psicoterapiadinamica.it', maggio 2016
LINK articolo integrale qui
In Mixtura 1 altro contributo di Renzo Zambello qui
mercoledì 6 aprile 2016
mercoledì 25 novembre 2015
domenica 23 agosto 2015
#MOSQUITO / Avere, o essere (Erich Fromm)
L'aut-aut tra avere ed essere non è un'alternativa che si imponga al comune buon senso. Sembrerebbe che l'avere costituisca una normale funzione della nostra esistenza, nel senso che, per vivere, dobbiamo avere oggetti. Inoltre, dobbiamo avere cose per poterne godere. In una cultura nella quale la meta suprema sia l'avere - e anzi l'avere sempre più - e in cui sia possibile parlare di qualcuno come una persona che «vale un milione di dollari», come può esserci un'alternativa tra avere ed essere? Si direbbe, al contrario, che l'essenza vera dell'essere sia l'avere; che, se uno 'non ha' nulla, 'non è nulla'. (...)
Gli studenti che fanno propria la modalità dell'avere si prefiggono un'unica meta: conservare ciò che hanno appreso», registrandolo esattamente nella propria memoria oppure conservando accuratamente le annotazioni. Non devono né produrre né creare qualcosa di nuovo. In effetti, gli individui del tipo «avere» mostrano la tendenza a sentirsi turbati da nuovi pensieri o idee su questo o quell'argomento, e ciò perché il nuovo mette in questione l'insieme cristallizzato di informazioni che già possiedono. In effetti, per una persona agli occhi della quale l'avere costituisce la forma principale di relazione con il mondo, idee che non possano venire facilmente incamerate (o registrate per iscritto) sono preoccupanti, al pari di qualsiasi altra cosa cresca e si trasformi, e che pertanto sia incontrollabile.
*** Erich FROMM, 1900-1980, sociologo e psicoanalista tedesco, Avere o essere, 1976, Mondadori, 1977
sabato 18 luglio 2015
martedì 14 luglio 2015
lunedì 15 dicembre 2014
#VERSETTI SATIRICI / Essere
Per
tanti anni ho lavorato
solo
per diventare ricco,
ho
dedicato tutta la mia vita al denaro,
ho
sognato ville in campagna,
auto
costose e abiti firmati …
Ho
sognato consigli d’amministrazione,
quotazioni
in borsa,
fabbriche
da dirigere, giornali da controllare …
Ma
oggi che ho ottenuto tutto questo,
la
mia vita mi sembra vuota.
Davvero
non c’è altro?
Certo
che c’è dell’altro,
ci
siamo noi stessi.
Oggi
il mio desiderio è quello di essere,
voglio
essere ricco dentro,
voglio
essere apprezzato per ciò che sono,
non
più per quello che ho.
Oggi,
fra “essere” e “avere”, non ho più dubbi,
scelgo
l’essere.
Anzi,
ne prendo due.
***
Corrado GUZZANTI, 1965, autore e
attore comico, Essere, da Corrado Guzzanti,
Il libro de Kipli, Baldini Castoldi
Dalai, 1992
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