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domenica 19 giugno 2016

#LINK / I 'furbetti' del cartellino e gli assenteisti del Parlamento (Peter Gomez)

Sull’efficacia del provvedimento è doveroso discutere. Sull’opportunità no. Il premier Matteo Renzi lo sa benissimo. E per questo, quando ha annunciato il suo giro di vite contro i furbetti del cartellino, per tre volte e con faccia severa, ha ripetuto in favor di telecamere: “È un licenziamento. Cattivo, ma giusto”. Del resto tutti gli italiani perbene, a partire dalle centinaia di migliaia di cittadini che lavorano nella pubblica amministrazione, vogliono che il brutto e decennale andazzo finisca: basta con gente che timbra ed esce dall’ufficio. Costringendo oltretutto i colleghi a faticare il doppio. Quello che però molti elettori non capiscono è perché pure con la nuova legge si continui con i due pesi e due misure.

Sì, perché in Italia i dipendenti pubblici non sono tutti uguali. Ci sono quelli selezionati per concorso che se fanno i fannulloni da domani, secondo l’ottimista Renzi, verranno puniti o licenziati quasi in tronco. E ci sono quelli nominati in Parlamento dai partiti che invece continueranno a incassare lo stipendio.(...)

*** Peter GOMEZ, giornalista e saggista, direttore de 'ilfattoquotidiano.it', Il governo punisce i “furbetti” del cartellino, quando gli assenteisti in Parlamento?, 'ilfattoquotidianoit', 18 giungo 2016

LINK articolo integrale qui


In Mixtura altri 8 contributi di Peter Gomez qui

mercoledì 23 dicembre 2015

#LINK / Parlamento, il trasformismo dal '48 a oggi (Elisa Volpi)

Il 13% dei parlamentari ha cambiato casacca durante la Seconda Repubblica. E per ragioni sempre più individuali. Prosegue l’approfondimento iniziato sul numero di pagina99 dello scorso 12 dicembre. Con quasi settant’anni di transumanza in numeri

I cambi di casacca sono diventanti una caratteristica del sistema politico italiano della Seconda Repubblica. Dal 1994 ad oggi ci sono stati in media 55 passaggi all’anno, che hanno coinvolto circa il 13% dei parlamentari. Durante la Prima Repubblica, invece, i passaggi annuali sono stati in media 12 e i trasformisti meno del 7%. Ma le differenze non sono soltanto quantitative. La caratteristica distintiva della nuova “transumanza politica” è che i cambiamenti sono per lo più individuali: i parlamentari cambiano partito non solo per via di scissioni o fusioni di formazioni politiche ma per decisioni personali. I parlamentari interpretano il loro mandato in una forma sempre più individualistica. (...)

*** Elisa VOLPI, giornalista, Parlamento camaleonte, il trasformismo dal ’48 a oggi, 'pagina99', 22 dicembre 2015

LINK articolo integrale e tavole qui