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sabato 21 febbraio 2015

#VERSETTI SATIRICI / Nummeri (Trilussa)

Conterò poco, è vero:
diceva l'Uno ar Zero,
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.
---
*** TRILUSSA (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, Nummeri, in ‘Sofà delle muse’, http://bit.ly/1zHKLNn
Testo pubblicato inedito in 'La Rinascita', agosto-settembre 1944


lunedì 12 gennaio 2015

#LIBRI PIACIUTI / Numero zero, di Umberto Eco (recensione di M. Ferrario)

Apprezzo Eco saggista, non sono un fan di Eco scrittore. 

Ma quest'ultimo romanzo mi è piaciuto. 
Anche perché diverso, almeno nella forma, dai precedenti: breve, 'leggero', di impatto. Riprende solo, dalle opere precedenti, il motivo, caro all’autore, del complotto: che costituisce il filo conduttore del romanzo, ma è qui trattato, forse, con maggiore verosimiglianza, anche perché avvolge la storia contemporanea italiana. 

E’ un libro che si legge in un soffio, presi da una trama costruita dalla realtà: una realtà infatti che non supera la fantasia, ma che semplicemente si è fatta fantasia. Realistica. 

Gli ingredienti, affidati ai personaggi (ben tratteggiati e quanto mai credibili), sono cinismo, ironia e una perfida capacità di manipolare. 
La vicenda tocca il mondo dei giornali e dei giornalisti: un degrado che non riguarda solo chi fa i giornali, ovviamente, ma tutti noi che leggiamo. Anche se leggiamo sempre meno. Incapaci di interpretare. O indifferenti e disinteressati rispetto al capire ciò che (ci) accade attorno. E comunque, sempre più, quasi desiderosi di essere irretiti e abbindolati.

Una scrittura veloce, colloquiale, invitante ci fa seguire la storia con una simpateticità che si mescola al disgusto: verrebbe da ripetere che 'è la stampa, bellezza', invece è la realtà. E non è solo la stampa. E non è una bellezza. 

Anche il finale è 'serenamente inquietante'. Nel senso  in cui abbiamo ormai imparato a vedere usato questo aggettivo nel nostro maleamato e umiliato Paese: essere allarmati, quando sentiamo invocare la serenità, pare essere diventato il minimo di una reazione ragionevole. 

*** Massimo Ferrario, per Mixtura



*** Segnalo che un bel dialogo, a partire dal libro sopra recensito, tra Umberto Eco e Eugenio Scalfari, stimolato da Antonio Gnoli, è documentato in video qui: http://bit.ly/1ICxRCA (Dialogo sull'Italia e i suoi giornali, video 38min22). 
Il testo è riportato anche in 'Venerdì di Repubblica', 9 gennaio 2015.