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mercoledì 3 ottobre 2018

#SGUARDI POIETICI / Successo (Elisabeth-Anne Anderson Stanley)

Ha raggiunto il successo chi ha vissuto bene, ha riso spesso e amato molto;
Chi ha goduto della fiducia di donne pure, del rispetto di uomini intelligenti e dell'amore di bambini piccoli;
Chi ha riempito la sua nicchia e ha compiuto il suo compito;
Chi non ha mai mancato di apprezzare la bellezza della Terra o non è riuscito a esprimerla;
Chi ha lasciato il mondo meglio di come l'ha trovato,
Sia questo un papavero reso migliore, una poesia perfetta o un'anima salvata;
Chi ha sempre cercato il meglio negli altri e dato loro il meglio che ha avuto;
Altri: la cui vita era fonte d'ispirazione
e il cui ricordo una benedizione.

*** Elisabeth-Anne ‘Bessie’ ANDERSON STANLEY, 1879-1952, poetessa e scrittrice statunitense, Successo, citata qui. (Traduzione di mf)
Il testo è stato spesso erroneamente attributo a Ralph Waldo Emersone o a Robert Louis Stevenson


In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

Testo originale (qui)
He achieved success who has lived well, laughed often, and loved much;
Who has enjoyed the trust of pure women, the respect of intelligent men and the love of little children;
Who has filled his niche and accomplished his task;
Who has never lacked appreciation of Earth's beauty or failed to express it;
Who has left the world better than he found it,
Whether an improved poppy, a perfect poem, or a rescued soul;
Who has always looked for the best in others and given them the best he had;
Whose life was an inspiration;
Whose memory a benediction.

lunedì 26 giugno 2017

#MOSQUITO / Inchinarsi al successo (Fëdor Dostoevskij)

Ancora sedicenne, li osservavo con cupa meraviglia; già allora mi stupivano la grettezza del loro pensiero, la stupidità delle occupazioni, dei giochi, dei discorsi loro. Non capivano certe cose così indispensabili, non s'interessavano di argomenti così suggestivi e impressionanti che per forza presi a considerarli inferiori a me. Non era la vanità offesa che mi ci spingeva, e, per amor di Dio, non venitemi avanti con le obiezioni convenzionali, rancide fino alla nausea, che io non facevo che sognare, mentre essi già allora capivano la vita reale. Nulla essi capivano, nessuna vita reale, e vi giuro che questo, appunto, era ciò che più m'indignava in loro. Al contrario, la realtà più evidente, più abbagliante la percepivano in modo fantasticamente sciocco e già allora si abituavano ad inchinarsi nient'altro che al successo. Di tutto ciò che era giusto, ma umiliato e oppresso, ridevano crudelmente e vergognosamente. La posizione la consideravano ingegno; a sedici anni discorrevano già di comodi posticini. Naturalmente, in questo molto derivava dalla stupidità, dal cattivo esempio che aveva sempre circondato la loro infanzia e adolescenza. Erano depravati fino alla mostruosità. S'intende che anche qui c'era soprattutto esteriorità, soprattutto cinismo ostentato, s'intende che la giovinezza e una certa freschezza trasparivano anche in loro perfino attraverso la depravazione; ma in loro non era attraente nemmeno la freschezza e si manifestava come una specie di bricconeria. Io li odiavo tremendamente, sebbene fossi magari peggio di loro. Essi mi ripagavano della stessa moneta, e non nascondevano la propria ripugnanza per me. Ma io non desideravo più il loro affetto; al contrario, avevo sempre sete della loro umiliazione. 

*** Fëdor DOSTOEVSKIJ, 1821-1881, scrittore russo, A proposito della neve bagnata, in Memorie dal sottosuolo, 1864, Bur, 2012


In Mixtura altri contributi di Fëdor Dostoevskij qui

giovedì 16 marzo 2017

#VIDEO / Successo, una filosofia più amichevole e gentile (Alain De Botton)


Alain DE BOTTON
scrittore e conduttore televisivo svizzero
fondatore di The School of Life
Una filosofia di successo più amichevole e gentile
Ted, luglio 2009
visualizzazioni oltre 2 milioni
video 16min51

Alain de Botton esamina le nostre idee di successo e fallimento e mette in discussione i fondamenti di questi due giudizi. 
Il successo è sempre meritato? 
E il fallimento? 
La sua analisi eloquente e spiritosa va oltre lo snobismo per trovare il vero piacere nel lavoro.
(dalla presentazione)


In Mixtura altri contributi di Alain De Botton qui

giovedì 12 gennaio 2017

#CIT / Successo (Christopher Morley)


«
Questa famosa citazione è quasi sempre attribuita, ma soltanto in Italia, al filosofo e scrittore statunitense Henry David Thoreau (1817-1862). 
In realtà si tratta di una frase dello scrittore statunitense Christopher Morley (1890-1957) ed è tratta da Where the Blue Begins (1922): "There is only one success, he said to himself − to be able to spend your life in your own way" (C'è un solo successo [...] essere in grado di trascorrere la vita a modo proprio). 
Purtroppo l'errata attribuzione è assai diffusa non soltanto su internet, in quanto presente nei più popolari siti di aforismi, ma anche in diversi libri di recente pubblicazione, in quanto ormai molti autori usano pescare le loro citazioni preferite nel mare del web, ritenendolo - assai ingenuamente - affidabile.
»
*** 'aforismario.net', citazioni errate, qui

lunedì 8 agosto 2016

#LINK / Successo? Lavorare 18 ore al giorno (Martina Pennisi)

Passerà alla storia come la donna che era al timone durante il naufragio del marchio Yahoo!, ma sembra intenzionata a continuare a stupire. In un’intervista a Bloomberg BusinessWeek, Marissa Mayer ha dichiarato che in Google si arrivava a lavorare «130 ore a settimana». Pallottoliere alla mano, si tratta di più di 18 ore al giorno, fine settimana compresi. Per decretare il successo di una nuova impresa, incalza infatti la manager passata dal colosso di Moutain View a quello di Sunnyvale per provare a risollevarne le sorti, è sufficiente osservarla durante il weekend. Se opera ha qualche chance di farcela. Il duro (durissimo) lavoro prima di qualsiasi cosa, quindi.

Mayer, che ha già sfoggiato questo approccio prendendo solo due settimane di maternità dopo la nascita del primo figlio e negando il telelavoro all’interno dell’azienda acquistata da Verizon per 4,8 miliardi di dollari, entra nel merito della ricetta del dipendente (si fa per dire) perfetto: pianificare le ore di sonno, la doccia e il numero di volte in cui si va in bagno. Dormire sul posto di lavoro è auspicabile sia di giorno sia di notte, «è più sicuro rimanere che scendere nel parcheggio e andare a prendere la macchina alle tre di notte», grazie alla nap room. La stanza del sonnellino. (...)

*** Martina PENNISI, giornalista, Il successo secondo Marissa Mayer? Lavorare 130 ore a settimana, 'corriere.it', 7 agosto 2016

LINK articolo integrale qui

lunedì 14 marzo 2016

#VIDEO / Successo, è un viaggio costante (Richard St. John)


Richard St. JOHN, esperto di marketing statunitense
Il successo è un viaggio costante
Ted, febbraio 2009
video 3min57
(oltre 3milioni di visualizzazioni)

Passione, lavoro, focus, non fermarsi, idee, miglioramento, servizio, persistere: sono gli 8 tratti delle persone di successo.
E' il risultato di oltre 500 interviste a persone di successo nei campi più vari realizzate da Richard St. John, esperto di marketing statunitense.

Il successo, sostiene St. John, non è una via a senso unico, ma un viaggio costante. 
In questo intervento, veloce e chiaro, usa la storia della sua scalata e caduta finanziaria per illustrare una preziosa lezione: quando smettiamo di provare, falliamo.
Lo stile è un po' semplicistico, all'americana, e si sentono cose più volte ripetute: ma riascoltarle può servire. (mf)

lunedì 5 ottobre 2015

#SPILLI / Leader, il successo (Jack Welch, M. Ferrario)


Dovrebbe.
Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il leader. 
Che infatti, troppo spesso, non c'è.
Perché non lo è

*** Massimo Ferrario, per Mixtura

Su Jack Welch: 

giovedì 17 settembre 2015

#VIDEO / Successo, figlio del fare (Matteo Sarzana)


Matteo SARZANA, top manager e imprenditore
Il successo è figlio del fare, TedxIed, 2014
video, 8min16

General Manager di VML, coordina le attività digital di tutto il gruppo Young&Rubicam in Italia e disegna strategie digital per le più importanti aziende italiane e multinazionali. 
Insegna in IED al master in Brand Management and Communication ed è fondatore di Avionerd, mobile app per i frequent flyer, e di Mappedinworld, progetto no-profit di mappatura delle persone e delle imprese che lavorano nel settore tecnologia. (dalla presentazione)

Al di là della (opinabile) traduzione del verbo latino 'ferre' nell'italiano 'fare', che fa da apertura all'intervento, il racconto, in 8 minuti, vorrebbe sintetizzare una vita professionale, dall'università al top management. 
E si chiude con due domande, di risposta non facile:
(1) - "Se domattina vi svegliaste con un miliardo di dollari, che cosa fareste?"
(2) - "Da ragazzi, quale passione guidava le vostre azioni?"
L'intervento è rivolto soprattutto ai giovani: gli unici, è detto, che possono portare il cambiamento che serve alla società di domani. 
Uno stimolo secco, preciso, veloce.
Per la verità nessun messaggio nuovo: ma insistere sulla (auto)responsabilizzazione non fa mai male. (mf)

lunedì 14 settembre 2015

#VIDEO / Lavoro, 5 lezioni per avere successo (Annalisa Monfreda)


Annalisa MONFREDA, 1978, giornalista, direttrice di 'Donna Moderna'
5 lezioni per avere successo nel lavoro, TedxIed, febbraio 2014
video, 10min27


Un intervento molto stimolante, proposto con chiarezza e convinzione: almeno 5 consigli utili per favorire il proprio successo nel lavoro. 
Un'esposizione piana, informale, accattivante.
Una 'lezione' rivolta a tutti, ma ai giovani in particolare: suggerimenti non rubati all'ultimo libro alla moda, ma frutto di esperienza diretta.
Riassumo così i 5 punti del suo discorso:
(1) - Distinguere tra desideri 'veri' e desideri 'marci'
(2) - Il miglior curriculum sono le idee
(3) - Il maestro è il vicino di scrivania
(4) - Non sei nel ruolo per sbaglio: non sei un impostore
(5) - Rompere gli schemi, cambiare i processi, aprire le finestre nella gerarchia
'Bella' la conclusione: 
«Il coraggio di sbagliare è quello che tutti si aspettano da noi» (mf)

sabato 8 agosto 2015

mercoledì 5 agosto 2015

#SPOT / Intelligenza nel business e successo

(dal web, via linkedin)

Il successo non è un problema di dimensione più grande,
ma piuttosto di posizionamento migliore

domenica 2 agosto 2015

#SPILLI / Quelli di successo e i falliti (M. Ferrario)

(dal web, via linkedin)


Accade.
Quello disegnato nell'immagine qui sopra accade. 
Non sempre, ma accade.

Però:
(a) - Quanto alle persone di successo: ancora più spesso accade che se ne freghino delle altre. Magari pure aggiungendo godimento nel vedere battuto, quando non ridotto sul lastrico, chi non ha avuto successo. Anche perché, nella logica culturale di derivazione americana e ormai anche da noi imperante, il 'perdente' se l'è voluta. Se l'è cercata. E comunque colpa sua se non ce l'ha fatta.
(b) - E quanto ai falliti: dipende. Dal criterio con cui vengono giudicati (e loro stessi, alla fine, vengono indotti a giudicarsi).
Perché si può non essere di successo e non essere dei falliti. 
Anzi. A giudicare dai troppi considerati di successo (e da come troppi hanno raggiunto un certo successo), i veri vincenti (per usare il termine sempre in bocca alle persone cosiddette di successo), potrebbero essere i cosiddetti falliti. Così stigmatizzati, naturalmente e spregiativamente, dai vincenti.

E poi, la citazione suggerisce, implicitamente e sottilmente, una correlazione che mi appare pericolosa. 
Anche se piace molto a chi non ama che (ri)circolino, nella società e in politica, critiche tali da poter (ri)mettere in moto, pur solo vagamente, certi conflitti sociali di antica memoria. 
E questo proprio oggi in cui - si dice - non ci sono più classi. Benché non si faccia menzione del fatto che una classe, invece, è rimasta: una sola, ben cosciente di sé e impudentemente vittoriosa sull'altra (frammentata, dispersa e inconsapevole di sé). 
(A questo punto vi lascio due alternative: (1) indovinare voi stessi qual è questa classe vincente che sembra aver chiuso ogni lotta di classe; oppure (2) leggervi questa citazione di un imprenditore statunitense che se ne intende, di classi e di ricchezze, essendo uno tra i più ricchi del mondo: «La lotta di classe esiste da venti anni e la mia classe l'ha vinta. Noi siamo quelli che abbiamo ricevuto riduzioni fiscali in modo drammatico». (Warren Buffett, citato da Domenico Maceri, 'americaoggi', qui)

Ma qual è questa correlazione quasi subliminale evocata dalla immagine di apertura, anche stavolta generosamente offerta dal web?
L'invidia, naturalmente. 
Da anni l'invidia è come il prezzemolo: viene usata ad ogni piè sospinto per spiegare perché certa gente 'non sa stare al suo posto'. E chiede, e pretende. E brontola e 'gufa'. E non ama il prossimo, specie quando è ricco e potente, ma ne sogna ogni notte la distruzione.

Già, i falliti invidiano. Vogliono che tutti siano come loro: falliti.

Il meccanismo è noto e sempre più utilizzato: tutto viene riportato alla dimensione psicologistico-personal-individuale. 
E' l'invidia la causa di tutti i mali. 
Se sconfiggessimo l'invidia dentro di noi, non vorremmo il fallimento degli altri, ma staremmo finalmente sereni, guarderemmo gli altri e il mondo sorridenti, con il nostro 'pensiero positivo' perennemente stampato sulle labbra. 
E le ingiustizie e le disuguaglianze non ci toccherebbero. 
E ci sarebbe armonia e pace e amore per tutti. 
E vivremmo felici e contenti. 

Ecco, impariamo dalla citazione. 

*** Massimo Ferrario, per Mixtura