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venerdì 28 ottobre 2016

#SENZA_TAGLI / Darwin, e le falene (Gian Maria Zapelli)

E’ ancora ben salda la teoria evoluzionistica di Darwin, che attribuisce al bisogno di sopravvivenza l’egemonia nelle strategie di adattamento ambientale. Eppure vi sono le falene. Farfalle che per mimetizzarsi cercano di apparire una foglia. E lo fanno in modo straordinario. Non solo riproducono magnificamente tutti i dettagli della foglia, riproducono anche i fori dei parassiti. Realizzando un mimetismo che va bel al di là della sola necessità di difendersi da un predatore. Quindi poco giustificabile attraverso la sola logica della selezione naturale darwiniana. La coincidenza stupefacente dell’imitazione della farfalla ha un lusso che eccede il solo bisogno di difesa dalle ostilità. Questa precisione del dettaglio ricorda il valore indispensabile della bellezza. Perché non vi è sopravvivenza che merita di durare senza la cura della bellezza.

*** Gian Maria ZAPELLI, consulente, specialista di sviluppo e cambiamento, Darwin e le falene, 'linkedin.com/pulse', 21 ottobre 2016, qui



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lunedì 17 ottobre 2016

#SENZA_TAGLI / 'Anacoluthia', il paradosso (Gian Maria Zapelli)

Frequentemente le virtù contengono un paradosso. Ogni bene racchiude la propria degenerazione. 
Vi è una soglia oltre la quale ogni cosa buona diventa tossica: l’ossigeno, il sonno, l’amicizia, la pazienza. 
I filosofi stoici chiamavano questo paradosso “anacoluthia”: la reciproca implicazione delle virtù. Nessuna virtù è tale in sé, da sola. Anche la virtù più nobile possiede limiti, oltre i quali cessa di essere tale. La trasparenza senza indulgenza diventa crudeltà, la determinazione non mitigata dalla flessibilità si congela in rigidità, la sicurezza in se stessi non temperata dall’umiltà diventa arroganza, il coraggio senza la prudenza avventatezza. 
Ecco dunque la fatica nel possedere a fondo un valore: impegnarsi nella coerenza senza alibi e allo stesso tempo sapere dove l’eccesso diventa perdita di un altro valore, non meno importante.

*** Gian Maria ZAPELLI, specialista di sviluppo e cambiamento, Anacoluthia, 'linkedin.com/pulse', 9 ottobre 2016, qui


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giovedì 9 luglio 2015

#SPOT / Post-etica (Gian Maria Zapelli)

Gian Maria ZAPELLI, consulente e formatore
(dal web, @bygianmaria, 1 marzo 2014)


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sabato 4 luglio 2015

#SPOT / Che ne è del pensare? (Gian Maria Zapelli)

Gian Maria ZAPELLI, consulente e formatore
dal web, @bygianmaria, 24 febbraio 2014


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giovedì 2 luglio 2015

#MOSQUITO / Frenesia, non c'entra con la velocità (Gian Maria Zapelli)

Vi è una grande differenza tra frenesia e velocità. La velocità è un modo di agire in stretta connessione con la possibilità di raggiungere un obiettivo. Senza velocità non vinco un gran premio di formula uno. Senza velocità non finisco in tempo un compito che mi è stato richiesto di consegnarlo entro questa sera.
La frenesia è invece quel comportamento che utilizza la velocità sempre, indipendentemente dalla necessità imposta dall’obiettivo. Nella frenesia vi è una coazione a ripetere che applica la velocità come standard, come modello diventato automatico e meccanico di agire. La frenesia è la velocità che si è trasformata da mezzo a condizione, da funzione a modalità d’essere. 

*** Gian Maria ZAPELLI, consulente di direzione e formatore, saggista, Vincere lo stress, Il Sole 24 ore, Milano, 2005.