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martedì 18 ottobre 2016

#MOSQUITO / 'Nostalgia', come si dice in Europa (Milan Kundera)

In greco “ritorno” si dice nòstos. Álgos significa “sofferenza”. 
La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare. 
Per questa nozione fondamentale la maggioranza degli europei può utilizzare una parola di origine greca (nostalgia, nostalgie), poi altre parole che hanno radici nella lingua nazionale: gli spagnoli dicono añoranza, i portoghesi saudade. In ciascuna lingua queste parole hanno una diversa sfumatura semantica. Spesso indicano esclusivamente la tristezza provocata dall’impossibilità di ritornare in patria. Rimpianto della propria terra. Rimpianto del paese natio. Il che, in inglese, si dice homesickness. O in tedesco Heimweh. In olandese: heimwee. Ma è una riduzione spaziale di questa grande nozione. Una delle più antiche lingue europee, l’islandese, distingue i due termini: söknudur: “nostalgia” in senso lato; e heimfra: “rimpianto della propria terra”. Per questa nozione i cechi, accanto alla parola “nostalgia” presa dal greco, hanno un sostantivo tutto loro: stesk, e un verbo tutto loro; la più commovente frase d’amore ceca: stỳskà se mi po tobě: “ho nostalgia di te”; “non posso sopportare il dolore della tua assenza”. In spagnolo, añoranza viene dal verbo añorar (“provare nostalgia”), che viene dal catalano enyorar, a sua volta derivato dal latino ignorare. Alla luce di questa etimologia, la nostalgia appare come la sofferenza dell’ignoranza. Tu sei lontano, e io non so che ne è di te. Il mio paese è lontano e io non so cosa succede laggiù. 
Alcune lingue hanno qualche difficoltà con la nostalgia: i francesi non possono esprimerla se non con il sostantivo di origine greca e non hanno il verbo relativo; Je m’ennuie de toi (“sento la tua mancanza”), ma il verbo s’ennuyer è debole, freddo, e comunque troppo lieve per un sentimento cosi grave. I tedeschi utilizzano di rado la parola “nostalgia” nella sua forma greca e preferiscono dire Sehnsucht: “desiderio di ciò che è assente”; ma la Sehnsucht può applicarsi a ciò che è stato come a ciò che non è mai stato (una nuova avventura) e quindi non implica di necessità l’idea di un nòstos; per includere nella Sehnsucht l’ossessione del ritorno occorrerebbe aggiungere un complemento: Sehnsucht nach der Verganghenheit, nach der verlorenen Kindheit, nach der ersten Liebe (“desiderio del passato, dell’infanzia, del primo amore”).

*** Milan KUNDERA, 1929, poeta, saggista e romanziere ceco naturalizzato francese, L'ignoranza, citato in 'filosofia e poesia', 'facebook', 24 settembre 2016, qui



In mixtura 1 altro contributo di Milan Kundera qui

lunedì 12 settembre 2016

#SENZA_TAGLI / Nostalgia, e lo star bene (Stefano Greco)

La nostalgia è un pregiudizio nei confronti del passato visto come unico tempo in cui la felicità è stata possibile viverla.
Invece, si può scegliere di star bene in ogni momento, in ogni luogo e per qualsiasi motivo.

*** Stefano GRECO, consulente, formatore, saggista, 'facebooj', 11 settembre 2016, qui



In Mixtura altri 7 contributi di Stefano Greco qui

domenica 17 aprile 2016

#MOSQUITO / Nostalgia, per le cose mai viste (Paco Ignacio Taibo II)

Io non sono di qui. Non appartengo a questa terra dove sono nato; e nella vita si impara, impara chi vuole imparare, che nessuno appartiene alla terra dov’è nato, dove l’hanno messo al mondo. Che nessuno è di nessun posto. Alcuni cercano di mantenere l’illusione e si costruiscono nostalgie, sensi di possesso, inni e bandiere. Tutti apparteniamo ai luoghi dove non siamo stati prima. Se esiste nostalgia, è per le cose che non abbiamo mai visto, per le donne con cui non abbiamo mai dormito, e per gli amici che non abbiamo avuto, per i libri non letti, per i cibi nella pentola ancora non assaggiati. Questa è la vera e unica nostalgia. 

*** Paco Ignacio TAIBO II, 1949, scrittore spagnolo naturalizzato messicano, da Ombre nell’ombra,  Net, 2006.