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venerdì 17 marzo 2017

#SGUARDI POIETICI / Il futuro (Julio Cortázar)

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.


*** Julio CORTÁZAR, 1914-1984, scrittore, poeta, drammaturgo argentino naturalizzato francese, Il futuro, segnalato in 'gironi.it/poesia', qui
https://it.wikipedia.org/wiki/Julio_Cort%C3%A1zar



Testo originale (El Futuro)
Y sé muy bien que no estarás.
No estarás en la calle,
en el murmullo que brota de noche
de los postes de alumbrado,
ni en el gesto de elegir el menú,
ni en la sonrisa que alivia
los completos de los subtes,
ni en los libros prestados
ni en el hasta mañana.

No estarás en mis sueños,
en el destino original
de mis palabras,
ni en una cifra telefónica estarás
o en el color de un par de guantes
o una blusa.
Me enojaré amor mío,
sin que sea por ti,
y compraré bombones
pero no para ti,
me pararé en la esquina
a la que no vendrás,
y diré las palabras que se dicen
y comeré las cosas que se comen
y soñaré las cosas que se sueñan
y sé muy bien que no estarás,
ni aquí adentro, la cárcel
donde aún te retengo,
ni allí fuera, este río de calles
y de puentes.
No estarás para nada,
no serás ni recuerdo,
y cuando piense en ti
pensaré un pensamiento
que oscuramente
trata de acordarse de ti.

In Mixtura ark #SguardiPoietici qui

domenica 3 gennaio 2016

#SGUARDI POIETICI / Il futuro (M. Ferrario)

«Scusi, cercavo il futuro»
«Traslocato»
«Traslocato?»
«Sì, traslocato»
«Ma dove?»
«Nella via qui dietro»
«E come si chiama questa via?»
«Via del passato»
«Il futuro in via del passato?»
«Sì, in via del passato»
«E come mai ha traslocato?»
«Tutto solo, aveva paura»
«Non mi dica…»
«E’ così»
«Lei mi sta dicendo che il futuro aveva paura…?»
«Già, paura. Non c’è altro nome» 
«Non capisco… Eppure una volta...»
«Una volta era una volta. E adesso è così, caro signore»
«Pensare che avevo conosciuto suo padre...»
«Anch’io, ci frequentavamo spesso»
«Allora lo ricorda…»
«Certo che lo ricordo, come si fa a dimenticarlo? Non c’è confronto»
«Il padre. Alto, bello, svettante. E coraggioso» 
«Vero. Il figlio, invece. Tutto l’opposto. Piccolo, mingherlino, rattrappito. E poi, soprattutto...»
«Cosa?»
«Sta male»
«E’ malato?»
«Sembra»
«Ma cos’ha?»
«Nell’anima. E’ sfiduciato. Depresso. Non crede più in se stesso»
«Ma cosa mi dice? E’ terribile»
«Non se l’aspettava?»
«No, be’, veramente... Forse, a guardar bene, un po’ si intuiva...»
«Basta vedere chi frequenta»
«Chi frequenta?»
«Solo un amico. Dice che è il suo unico vero amico»
«Davvero?»
«Non vuole stare con nessun altro. Sta tutto il giorno chiuso in casa»
«Lui, il futuro, chiuso in casa?»
«Sì. Tiene anche le persiane sempre abbassate»
«Tutto solo?»
«No. Con lui. Con questo suo amico»
«Ma allora sta proprio male» 
«Malissimo. Ormai è un’ombra. La sua ombra»
«La sua ombra?»
«Sì, la sua ombra»
«Di questo suo amico?»
«Già» 
«Ma come mai?»
«Pare che invidi la sua immortalità»
«Ma allora è proprio matto» 
«Dice che ha trovato un amico che non morirà mai. E vuole essere come lui»
«Ma è impossibile. Tutti moriamo» 
«Qui lei sbaglia, caro signore. In effetti il suo amico non morirà mai. Ed è questo il suo fascino» 
«E chi sarebbe questo unico vero amico immortale di cui si è innamorato il futuro?»
«Scusi, non l’ha ancora capito?»
«Ma veramente…» 
«Si guardi in giro, si aggiorni»
«Non vorrà dire che…» 
«Sì invece. E’ proprio così. Anche lei lo sa. Deve solo avere il coraggio di dirlo. Lo dica» 
«Il … passato?» 

*** Massimo Ferrario, Scusi, cercavo il futuro, aprile 2009.
Anche in 'losguardopoIetico', 256, 29 dicembre 2013, qui

venerdì 18 dicembre 2015

#SCRITTE / Il futuro, Ti darò, Don't believe

Il futuro
(starwalls.it, via pinterest)

° ° °

Ti darò
(starwalls.it, via pinterest)

° ° °

Don't believe
(via pinterest)