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giovedì 27 aprile 2017

#MOSQUITO / Idee, come funzionano (Alessandro Robecchi)

Voi lo sapete come funziona con le idee, no? Si affacciano per un istante e poi scompaiono appena le colpite con una raffica di «no, no, ma che mi viene in mente». Poi fanno ciao con la manina e si sporgono un po’ di più. Poi tu fingi di non vederle e loro sono lì a dirti: «beh, e a me non ci pensi?».

*** Alessandro ROBECCHI, 1960, giornalista e scrittore, Torto marcio, Sellerio, 2017


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lunedì 12 settembre 2016

#MOSQUITO / Lifting, sì ma alle idee (Umberto Galimberti)

E allora il lifting facciamolo non alla nostra faccia, ma alle nostre idee e scopriremo che tante idee che in noi sono maturate guardando ogni giorno in televisione lo spettacolo della bellezza, della giovinezza, della sessualità e della perfezione corporea, in realtà servono per nascondere a noi stessi e agli altri la qualità della nostra personalità, a cui magari per tutta la vita non abbiamo prestato la minima attenzione, perché sin da quando siamo nati ci hanno insegnato che apparire è più importante che essere. (...) Alla mente le idee piacciono, e nella vecchiaia bisogna coltivare idee, ma non per ritardare il declino delle funzioni cerebrali, come si è soliti dire, perché le idee non sono semplici vitamine o utili integratori. Le idee tengono desta la mente solo se la mente modifica le sue idee. Rigirandole e smontandole la mente le tiene vive, e invece di lasciarle logorare e irrigidire nei luoghi comuni e nelle convenzioni, le sostituisce e le cambia. Nella vecchiaia c’è tutto il tempo per questo lavoro, ma prima bisogna persuadersi che non nel produrre maschere, bensì nel produrre idee è la giustificazione del vivere. 

*** Umberto GALIMBERTI, 1942, filosofo e psicoanalista di matrice junghiana, Quel corpo giovane che vogliamo eterno, ‘diario, ‘la Repubblica’, 17 gennaio 2004


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lunedì 28 settembre 2015

#CIT / L'ostrica, la perla, le idee (Hubert Jaoui)



Hubert JAOUI, consulente francese, esperto di creatività applicata, intervistato da Monica Capuani, ‘l’Espresso’, 22 aprile 2004.

giovedì 17 settembre 2015

#MOSQUITO / Idee, sono mie (Sabina Guzzanti)

In Italia si dice: «Non sputare nel piatto in cui mangi». 
Ma è un concetto servile, come se chi ti dà lavoro fosse padrone anche delle tue idee.

*** Sabina GUZZANTI, 1963, autrice e attrice di teatro, regista cinematografica, intervistata da Maria Pia Fusco, ‘il Venerdì di Repubblica’, 8 novembre 2002

mercoledì 16 settembre 2015

#MOSQUITO / Idee, va bene cambiarle ma (Claudio Sabelli Fioretti)

Lo sappiamo che solo gli imbecilli non cambiano idea.
Ma ce ne convinceremo con maggiore facilità quando qualcuno, cambiando idea, passerà da una situazione che gli conviene a una che gli fa perdere privilegi e vantaggi. 

*** Claudio SABELLI FIORETTI, giornalista e scrittore, Finiamola tutti, rubrica ‘Senza vergogna’, ‘Io Donna’, 14 febbraio 2009.

martedì 30 dicembre 2014

#RITAGLI / Bellezza, idee, creatività, sognare. E niente gerarchia

[D: La felicità porta con sé un'aura di bellezza. Che cos'è la bellezza?]
Attingo dalla fisica: la bellezza è la simmetria imperfetta. La fisica ha una sua estetica che si può contemplare nelle leggi della natura fino agli esseri microscopici. Comprenderla è un gioco intellettuale relativamente semplice. Pensi che le equazioni fondamentali del Modello standard delle particelle elementari si possono scrivere su una t-shirt. Sono tre righe appena.

(...) [D: Quanto siete vicini al Big Bang?]
Siamo lontanissimi. Siamo riusciti a capire quello che è successo a partire da un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, circa quattordici miliardi di anni fa. Ma siamo lontani dal capire che cosa è successo al tempo del Big Bang.

[D: ... un suo collega di fede anglicana che insegna nanotecnologia a Oxford, Andrew Briggs, dice che non è neppure il caso di scegliere tra Dio e scienza. Li tiene assieme e cita il salmo all'ingresso del laboratorio Cavendish dell'università di Cambridge: «Grandi sono le opere dell'Eterno, ricercate da tutti coloro che si dilettano in esse». Suona come un inno alla vostra professione. Chi non è aiutato dalla fede può esserlo da qualche grammo di follia?]
Non follia, ma creatività. Forse le due cose hanno confini che possono sembrare comuni quando si addentrano nello spazio del sogno. Lo scienziato deve essere capace di sognare. Ho sempre pensato che il mestiere del fisico si avvicini a quello dell'artista perché la sua intelligenza deve andare al di là della realtà che ha ogni giorno davanti agli occhi. Credo che la musica e la pittura siano le arti più prossime alla fisica.

[Domando a Fabiola Gianotti come guiderà un esercito di oltre diecimila persone. Mi risponde così:]
Non siamo un'azienda. Guai a soffocare con il controllo e un'organizzazione pesante l'essenza della ricerca, che si basa sulle idee. Penso a una direzione leggera, attraverso il consenso. Se il più giovane degli studenti ha l'idea giusta si proverà a fare ciò che il suo intuito ha suggerito. Siamo spinti dalle idee, non dalle gerarchie.

*** Fabiola GIANOTTI, 1962, scienziata, fisica, direttore del Cern, intervistata da Dario Cresto-Dina, Io, tra Dio e il Big Bang, 'la Repubblica', 28 dicembre 2014.

venerdì 12 dicembre 2014

#BRICIOLE / Bisogno di pensieri che pungano

Pensiero - Bisogno di pensieri fecondi. Che pungano, non acquietino. E ci dicano: scusate il disturbo, stiamo lavorando per voi.

Apprendimento - Ingurgitiamo. Così pensando di avere dentro ciò che vi abbiamo messo. Bulimia, non apprendimento.

Valori - Una società che dà un prezzo a tutto. Per non dar valore a niente.

Stercorario - Dicesi di un particolare tipo di scarabeo, che ama stare e trafficare tra gli escrementi. Non dicesi, invece, di molti uomini convinti assertori di un atteggiamento realista nei confronti della vita. Se li contraddici, puoi passare per sognatore, o peggio per massimalista. Anziché - più semplicemente - per uno debole di stomaco.

Amarsi - Paura ad amare se stessi. E se poi non ci si vuole più?

Idee - Forse non ci sono più idee. O forse le idee ci sono, ma se ne è dimenticata l’etimologia e non ci sono più occhi capaci di vederle. O teste capaci di contenerle.

Ombra - La linea d’ombra. Che separa il campo dell’illusione da quello del limite. Un confine labile, mobile. Seducente, dolcissimo. Perché varcarlo? Il sole scalda e l’ombra non sempre è refrigerio. E poi il sole, oltre a scaldare, acceca.

Circo - Al circo. Tutti i cuori, e gli occhi, appesi al filo: su in alto. Per vedere se il funambolo ce la fa. O, più probabilmente, per vedere se non ce la fa.

Roccia - Tuttora, la roccia come mito. Tutti d’un pezzo, forti-e-duri, mi-spezzo-non-mi-piego. Ma è un mito di cartapesta, che titillando i muscoli non sollecita il cervello: rassicura solo i teorizzatori della prima impressione. Il fatto è che fa invece paura la fluidità - incontenibile - e la variabilità - sorprendente - dell’acqua: che si adatta, si trasforma. Ghiacciando, evaporando. Facendosi pioggia, nebbia, grandine, neve, ghiaccio. Essendo torrente, cascata, fiume, lago, stagno, mare, oceano. Fa paura la sua vera e irresistibile forza sommersa: capace di sbriciolare qualunque roccia. A ondate o goccia a goccia.

Obiettivo - Definire esattamente un obiettivo: e così perdere di vista tutto il resto. Oppure, guardare sempre tutto: e non vedere mai nulla.

Sperare - Non riuscendo più a sperare nel futuro, cominciare a sperare nel passato. E’ ora di andare dallo psicanalista.

Impressione - Non sempre la prima impressione è quella che conta. Però è quella che dura.

Pensiero - Il pensiero viene prima del ragionamento. Se lo dimentichiamo, i conti potranno anche tornare, ma non sapremo mai perché.

Qualità - Presto e bene raro avviene. Non so per i giapponesi, ma per la nonna questa era qualità totale.

Coperti - Lasciarsi scoprire. Se si gira sempre coperti, non si proverà mai un brivido.

Io-e-Noi - In bilico fra un Io e un noi. All’orizzonte due rischi. Di morire per azzannamento, se prevale l’Io. Per soffocamento, se prevale il noi.

Scegliere - Voler scegliere senza rinunciare. Prendere tutto. Senza avere nulla.

Umanità-e-prossimo - Amare l’umanità e odiare il prossimo. Da qui, le crociate, i lager, i gulag.

*** Massimo Ferrario, in parte via twitter, 2012