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venerdì 3 marzo 2017
venerdì 16 dicembre 2016
#MOSQUITO / Educazione, se amiamo il mondo e i figli (Hannah Arendt)
L'educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l'arrivo di esseri nuovi, di giovani. Nell'educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balìa di se stessi, tanto da non strappargli di mano la loro occasione d'intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d'imprevedibile per noi; e prepararli invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti.
*** Hannah ARENDT, 1906-1975, filosofa tedesca, Tra passato e futuro, 1970, Garzanti, 1991
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giovedì 3 novembre 2016
#CIT / Bambino, i semi dell'interesse (Maria Montessori)
Maria MONTESSORI, 1870-1952
educatrice, filosofa, medico
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giovedì 20 ottobre 2016
#MOSQUITO / Educazione, niente raccomandazioni (Fabrizio De André)
Mio padre ci ha educato a essere delle persone per bene, a credere a quella che poi è la discutibilissima meritocrazia... comunque almeno a credere in quella.
Quindi mai essere raccomandati, ma farsi strada nella vita attraverso i propri meriti.
Guai a lui se mi avesse raccomandato a scuola, non si sarebbe più guardato nello specchio e io sicuramente gliene avrei dette di tutti i colori.
Quindi eravamo una famiglia così.
Questo si è ripetuto da parte mia anche nei confronti di mio figlio Cristiano: mai che sia intervenuto per facilitargli il compito.
Sennò sarei un camorrista!
Questa è la nostra educazione.
*** Fabrizio DE ANDRE' (Faber), 1940-1999, cantautore, poeta, citato da Luigi Viva, Vita di Fabrizio De André. Non per un dio ma nemmeno per gioco, Feltrinelli, 2000
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mercoledì 11 maggio 2016
#MOSQUITO / Democrazia, è educazione alla cittadinanza (Zygmunt Bauman)
La democrazia non può sopravvivere a lungo con cittadini passivi per ignoranza e indifferenza politica. Le libertà dei cittadini non sono proprietà acquisite una volta per tutte, non sono averi messi al sicuro dentro una cassaforte. Sono piantate e radicate nel terreno sociopolitico, che deve essere fertilizzato ed innaffiato giornalmente e che si secca e si sgretola se non viene curato giorno per giorno dalle azioni informate di un’opinione pubblica accorta ed impegnata.
Non sono soltanto le competenze tecniche a dover essere continuamente aggiornate, non è soltanto la formazione finalizzata al lavoro a dover essere continua. Lo stesso va fatto, e molto più urgentemente, per l’educazione alla cittadinanza.
*** Zygmunt BAUMAN, 1925, sociologo polacco, docente emerito all’università di Leeds, L’etica in un mondo di consumatori, Editori Laterza, 2010
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lunedì 28 marzo 2016
#CIT / Educazione (Bertrand Russell)
Bertrand RUSSELL,1872-1970
filosofo, logico, matematico, attivista e saggista gallese
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venerdì 17 aprile 2015
#TAVOLE / Education at a Glance 2014 (Oecd)
Solo un estratto di molte tavole, interessantissime, del Rapporto Oecd 2014, Education at a Glance, Higlights, che trovate QUI.
Si tratta di un confronto internazionale, sinteticamente commentato (in lingua inglese).
Pressocché in ogni tavola l'Italia risulta in posizioni basse di graduatoria.
Non è un complotto. Siamo noi. Che continuiamo a complottare. Contro noi stessi. (mf)
giovedì 26 febbraio 2015
#EXLIBRIS #PEDAGOGIA / Fascismo, Preghiera della 'Piccola Italiana' (L. Rinaldi)
Ave, Maria, piena di grazia...
° ° °
Dolce Madonna, Sposa e Madre Santissima, prega il Signore perché benedica le mie aspirazioni di fanciulla cristiana e italiana.
Che io possa crescere buona, forte e operosa.
Fa che in un lieto domani la casa sia il mio regno, la chiesa il mio conforto, la scuola il mio sorridente ricordo.
Benedici i miei genitori e tutti coloro che mi educano.
Benedici la mia divisa.
Prega per le Famiglie dei Sovrani e dei principi d'Italia: Famiglie dove gli uomini sono soldati, e le donne madri.
Proteggi il Duce, che in me, mamma di domani, vede la fonte e la certezza della Patria.
*** La preghiera della "Piccola Italiana", da Luigi Rinaldi, Il libro della quinta classe. Letture, La Libreria dello Stato, 1940, XVIII era fascista, con illustrazioni di Bepi Fabiano, ristampa anastatica con introduzione di Mario Isnenghi, supplemento a 'Storia Illustrata', settembre 1985.
Ovviamente, il testo, essendo obbligatorio e rivolto a tutte le quinte classi del Regno, «è rimasto per mesi nelle cartelle e sui banchi di scuola di tutti gli italiani che sono andati a scuola fra il 1930 e il 1945» (M. Isnenghi).
Ovviamente, il testo, essendo obbligatorio e rivolto a tutte le quinte classi del Regno, «è rimasto per mesi nelle cartelle e sui banchi di scuola di tutti gli italiani che sono andati a scuola fra il 1930 e il 1945» (M. Isnenghi).
Cioè: per 15 anni questa è stata la pedagogia 'inculcata' agli italiani.
E alcuni di essi sono tuttora viventi. (mf)
giovedì 5 febbraio 2015
#RITAGLI #PEDAGOGIA / I rischi che corriamo
«Quando si usano le tecnologie non sappiamo quale sia l’effetto sull’educazione perché nel giro di due o tre anni cambiano, mentre l’effetto di un libro lo sappiamo. Se ci concentriamo solo su quello che attrae l’attenzione rischiamo di creare nei ragazzi il vuoto reale».
[D: Cosa intende?]
«Vent’anni fa bisognava imparare a programmare, poi si doveva studiare la nuova cultura alfabetica degli sms che adesso però sono diventati vocali. Voglio dire che la tecnologia è importante, ma si supera velocemente e non può diventare la priorità».
[D: Gli adolescenti però sono dei nativi digitali]
«Sì, ma la società dei consumi sta erodendo la loro capacità di fare e di scrivere, sta minando la loro memoria. La scuola invece deve opporsi a tutto questo. La perdita della scrittura, ad esempio, è un fenomeno gravissimo. Possiamo davvero dire che la poesia non serve, l’arte non serve ma solo l’inglese è utile per i rapporti commerciali o il computer per fare grafici sull’andamento degli incassi? È questo il nuovo profilo di cittadino che vogliamo?».
*** Benedetto VERTECCHI, 1944, pedagogo e saggista, intervistato da Laura Serloni, la.ser., "Basta modelli stranieri, i contenuti sono più importanti", 'la Repubblica', 4 febbraio 2015
sabato 17 gennaio 2015
#VIDEO #SOCIETA' / Educarsi alla diversità: la sindrome di Tourette
Splendido video sul tema della diversità, tratto dal film La mia fedele compagna, diretto da Peter Werner, con James Wolk, Treat Williams, 2008.
Da bambino, Brad Cohen scopre grazie all'interessamento della madre di essere affetto dalla sindrome di Tourette (*).
Deriso dai compagni di classe e mal tollerato da maestri e professori che lo reputano elemento di disturbo durante lo svolgimento delle lezioni, Brad comincia a odiare il mondo della scuola fino all'incontro con un preside capace di fargli cambiare idea e approccio, tanto da far nascere in lui il desiderio di divenire un insegnante. Una volta adulto, non sarà però facile scontrarsi con l'ottusità di coloro che lo rifiuteranno in ben ventiquattro differenti scuole, negandogli la possibilità di dimostrare le sue capacità di insegnamento.
Il film è tratto dall'autobiografia di Brian Cohen (scritta con Lisa Wysocky), Front of the Class: How Tourette Syndrome Made Me the Teacher I Never Had, Griffin, 2008)
Il video di cui sopra al link è stato elaborato da Domenico Perrupato e segnalato da Daniela Fregosi, LinkedIn, Gruppo Formazione Esperienziale, 15 gennaio 2015.
Ringrazio Daniela Fregosi per la segnalazione.
Qui sotto il film intero.
Merita il tempo speso per la visione. (mf)
-----(*) Sulla sindrome di Turette, vedi wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Tourette
Peter WERNER, 1947, regista statunitense
La mia fedele compagna, 2008
film, integrale, 86min23
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