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lunedì 11 luglio 2016

#LINK / Diritto di voto, quanta cultura serve per poter scegliere? (Francescomaria Tedesco)

C’è ancora qualcuno, sui social e sui giornali, che parla del voto grillino come voto di barbari, di zoticoni, di incolti. Questa cosa spesso si associa alla provocazione (talvolta ben più di una provocazione) di proporre di escludere dal voto gli ‘ignoranti’. 
L’idea di una limitazione della democrazia in ragione della complessità delle questioni che la politica si trova a dover gestire si sta facendo largo in modo inquietante. Si tratta naturalmente di un colpo di coda di una classe dirigente ferita, che ha paura della democrazia proprio laddove occorrerebbe che la democrazia venisse finalmente presa sul serio. Meno sul serio, se non fosse per la sua preoccupante diffusione, andrebbe presa proprio la tesi della democrazia limitata ai ‘sapienti’. Coloro che la propugnano, per restare al caso italiano, fanno spesso parte di quell’area culturale vasta che una volta si sarebbe riconosciuta nella sinistra tradizionale: una sorta di aristocrazia egemonica nella cultura italiana, che ha guardato dall’alto in basso le culture della destra, anche con qualche ragione. Da qualche tempo però, per molti motivi, quella spocchia è sempre più difficile da giustificare: l’impoverimento culturale delle nuove generazioni, lo iato sempre maggiore tra intellettuali e partiti negli anni Duemila, un certo rassegnato disimpegno da parte dell’intellighenzia, ma soprattutto lo scarsissimo livello culturale di buona parte del ceto politico odierno. Peraltro, mentre i sostenitori della limitazione del suffragio universale si preoccupano di scongiurare l’incipiente invasione barbara, non si accorgono che una buona parte della sinistra, anche di quella sinistra colta e intellettuale, si è spostata sul M5S. (...)

La sfida è dunque di combinare competenza e democrazia affinché la repubblica dei concorsi (a patto che si svolgano regolarmente…) si accordi con la repubblica del suffragio universale.

*** Francescomaria TEDESCO, filosofo del diritto e della politica, Diritto di voto, quanta cultura mi serve per essere in grado di scegliere?, 'ilfattoquotidiano.it', 9 luglio 2016

LINK articolo integrale qui

lunedì 27 giugno 2016

#SENZA_TAGLI / Aboliamo il suffragio universale? (Matteo Saudino)

Aboliamo il suffragio universale!
Secondo la gran parte degli illuminati analisti liberali, democratici ed europeisti, la causa della Brexit sarebbe il voto inconsapevole, ignorante, emotivo degli inutili pensionati, dei pigri disoccupati, degli abitanti delle periferie e delle campagne, dei bifolchi gallesi, degli ubriachi operai e delle impaurite vedove.

Che disamina onesta e lungimirante. E io che stupidamente pensavo che le cause fossero da ricercare nei tagli al welfare state, nei salari bassi, nella disoccupazione crescente, nella precarizzazione del lavoro, nelle guerre che destabilizzano il Medioriente e producono profughi, nell'impoverimento dell'istruzione pubblica e nelle politiche economiche monetarie liberiste e recessive della UE. Non avevo capito nulla! Una soluzione, facile ed immediata, allora ci sarebbe: abolire il suffragio universale, rifare il referendum e concedere il diritto di voto solo agli under 45, agli abitanti dei quartieri più ricchi delle città, ai pluri-laureati, a coloro che conoscono almeno 3 lingue, a chi lavora nella City, a chi ha fondato una start up, a chi è andato in Erasmus, a chi opera in banca e nei gruppi finanziari e a tutti coloro che prima di votare annunciano pubblicamente che sceglieranno il REMAIN. Questa sarebbe una democrazia intelligente, dotta, colta, prospera e razionale al servizio del capitale finanziario, cioè del nuovo bene comune.

Personalmente non avrei mai voluto una crisi dell'Unione europea da destra, ma queste sono le drammatiche conseguenze delle scelte politiche della sedicente sinistra riformista che negli ultimi vent'anni ha deciso di costruire non più una società fondata sui diritti delle persone, dei lavoratori e dell'ambiente, ma spazi di mercato al servizio di banche, imprese, corporation, multinazionali.
Ora ricostruire un'Europa sociale, fondata su lavoro, pace, diritti, sviluppo, ambiente e solidarietà sarà molto difficile, ma è l'unica strada che abbiamo da percorrere per evitare di cadere dalla padella dei mercanti e tecnocrati della UE alla brace degli xenofobi e razzisti come Le Pen e Salvini. Carichiamoci il masso sulle spalle e come Sisifo cominciamo a salire la montagna.

*** Matteo SAUDINO, insegnante, Aboliamo il suffragio universale, 'facebook', 25 giugno 2016, qui