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giovedì 5 ottobre 2017

sabato 22 aprile 2017

#MOSQUITO / Dio, è impotenza (Dietrich Bonhoeffer)

Dio si lascia scacciare dal mondo, sulla croce. Dio è impotente e debole nel mondo e così e soltanto così rimane con noi e ci aiuta. Matteo 8,17 è chiarissimo: Cristo non aiuta in virtù della sua onnipotenza, ma in virtù della sua debolezza, della sua sofferenza: qui sta la differenza determinante rispetto a qualsiasi altra religione.

*** Dietrich BONHOEFFER, 1906-1945, filosofo e teologo luterano tedesco, ucciso dai nazisti per la partecipazione alla congiura contro Hitler, citato da Giovanni Reale e Dario Antiseri, Storia della filosofia, 10, Fenomenologia, esistenzialismo, filosofia analitica e nuove teologie, Bompiani RCS Corriere della Sera, 2008.

martedì 10 maggio 2016

#MOSQUITO / Dio, no l'ebbrezza della vita (Mihaly Csikszentmihalyi)

Durante un’intervista televisiva all’antropologo Mel Konner fu chiesto perché ogni cultura avesse prodotto una religione e perché ogni cultura cercasse dio, ed egli rispose: «Quello che cercano non è dio, è l’ebbrezza della vita, capire che cosa significhi essere vivi».  

*** Mihaly CSIKSZENTMIHALY, 1934, ungherese di nascita, docente di psicologia nella scuola di  Management Peter F. Drucker presso la Claaremont Graduate University e direttore dell’Istituto di Ricerca sulla Qualità della Vita, Buon business. Successo economico e comportamento etico, 2003, Il Sole 24 ore, Milano, 2007.

lunedì 7 dicembre 2015

#SGUARDI POIETICI / Dio (Cesare Zavattini)

Dio c’è.
Se c’è la fica c’è.
Solo lui poteva inventare
una cosa così
che piace a tutti
in ogni luogo,
ci pensiamo anche se non ci pensi,
appena tu la tocchi cambi faccia.
Che momento! Lungo o corto non si sa.
Fa anche dei miracoli,
per chiamarla
a un muto
gli è tornata la voce.
Ah se potessi spiegarmi ma
è difficile
come parlare del nascere e del morire.


*** Cesare ZAVATTINI, 1902-1989, giornalista, scrittore, poeta, sceneggiatore, commediografo, Dio, traduzione dal dialetto, da Poesia erotica italiana del novecento - Cesare Zavattini a cura di Carlo Villa, Newton Compton, 1981, in ‘sagarana’, aprile 2014, qui (anche originale in dialetto)
https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Zavattini

Gustave Courbet, 1819-1877
L'origine del mondo, Parigi, Musée d'Orsay 

domenica 6 dicembre 2015

domenica 26 luglio 2015

#MOSQUITO / Dio, religioni e democrazia (Paolo Flores d'Arcais)

La religione è compatibile con la democrazia solo se disponibile e assuefatta all’esilio di Dio dalle vicende e dai conflitti della cittadinanza, solo se pronta a praticare il primo comandamento della sovranità repubblicana: non pronunciare il nome di Dio in luogo pubblico. 
La religione è compatibile con la democrazia solo se addomesticata, cioè convertita all’autonomia assoluta della norma civile rispetto alla legge religiosa. Solo se persuasa che la sanzione spirituale del peccato non può pretendere il soccorso del braccio secolare che lo renda reato. Di più, la religione deve accettare la libertà del peccato come diritto di ogni cittadino: il peccato mortale garantito e protetto dalla legge, se così ha deciso la sovranità dell’autos nomos. Accettare e interiorizzare. 
Le religioni compatibili con la democrazia sono dunque religioni docili, che hanno rinunciato a ogni fede militante (di sharia e martiri o di legionari di Cristo e altre comunioni e liberazioni) che intenda far valere nel secolo la morale religiosa. Sono religioni sottomesse, che hanno interiorizzato l’inferiorità della «legge di Dio» rispetto alla volontà sovrana degli uomini su questa terra. Sono religioni ri-formate, perché avvezzano il fedele a una vita serenamente scissa tra l’ordinamento della salvezza e l’ordinamento della convivenza, tra l’obbedienza personale ai comandamenti divini e la doverosa promozione della libertà di ciascun altro di violarli. 
La venerata formula «date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio» è perfettamente inservibile perché non stabilisce il confine tra i due ambiti. Chi decide cosa sia di Dio o di Cesare, Dio o Cesare? Non appena «Cesare» sia però l’autos nomos di-tutti-e-di-ciascuno, nessuna ambiguità è più tollerabile: la sovranità democratica è la sola sovrana, e istituisce la libertà religiosa come libertà d culto e di coscienza purché non interferisca con le libertà repubblicane, purché i credenti assumano il «muro di separazione» tra politica e fede come proprio irrinunciabile dovere civico.

*** Paolo FLORES D'ARCAIS, filosofo, direttore di 'MicroMega', da Undici tesi sulla laicità, 'MicroMega', 4, 2015



Sempre in Mixtura, altri 5 contributi di Paolo Flores d'Arcais qui

domenica 12 luglio 2015

#SGUARDI POIETICI / Mio caro dio (M. Ferrario)

Mi hai detto:
«Prega,
prega Dio,
continua a pregarlo
se vuoi che
esista».
Io ho detto:
«E’ da tanto che sto pregando
e sono stanco». 
E tu hai commentato:
«Forse hai ragione,
anch’io sono stanco
ed è ora di smettere».
Mi hai ringraziato
e anch’io ti ho ringraziato
e mentre ci ringraziavamo mi sorridevi.
Poi io ho smesso di pregare
e tu perdevi le forze
e con un filo di voce mi hai confessato che in fondo
non ti era mai importato molto di esistere 
ma poiché io pregavo e pregavo e pregavo
tu allora avevi dovuto esistere esistere esistere,
solo per consolare le mie preghiere,
però ora, finalmente,
ora che io smettevo di pregare,
potevi smettere di esistere.
Così te ne sei andato,
serenamente. 
E anch’io mi sono sentito in pace,
finalmente.
Ero sollevato:
tanto non eri mai esistito,
mio caro dio. 

*** Massimo Ferrario, Mio caro dio, 2009. Anche in 'losguardopoIetico', n. 116, 13 luglio 2013, qui



domenica 24 maggio 2015

#MOSQUITO / Anche il Creatore controllava quel che faceva (Moni Ovadia)

Il Libro dei Libri ci racconta che in principio creò Dio il cielo e la terra e questo lo sanno anche coloro che la Bibbia non l’hanno neppure aperta, ma pochissimi lettori si sono soffermati sulle modalità del processo di creazione dell’universo. Il Santo Benedetto si preoccupa delle differenze, separa le specie e i generi con estrema cautela ed attenzione per evitare le depravazioni e le mostruosità che potrebbero pregiudicare l’integrità della Sua Opera. Ma la consapevolezza divina del rischio che ogni creazione comporta è così acuta da indurre l’Onnipotente a fermarsi ripetutamente per controllare il risultato di ogni singolo aspetto dell’edificazione e solo dopo averne verificato la bontà: «vide che era buono», prosegue il ‘lavoro di creazione’. Queste verifiche sono un’indicazione etica fondamentale: nessuno, neppure il Padre dell’Universo è legittimato ad esimersi da una verifica dei propri atti. 

*** Moni OVADIA, 1946, autore e attore teatrale, drammaturgo, scrittore, compositore, cantante, rubrica ‘Mala Tempora’, ‘l’Unità’, 25 gennaio 2003.

° ° °
Su questo blog, altri 4 contributi di Moni Ovadia, qui

sabato 21 marzo 2015

#MUSICHE & TESTI / Il dio di denari (Marco Rovelli)



Marco ROVELLI, 1969, scrittore e musicista, 
Il dio dei denari 
video, 4min25

Il testo è tratto dal sito ‘Canzoni contro la guerra’, 19 aprile 2008, http://bit.ly/1rKPbx3
La canzone ha per tema le donne che perdono il loro uomo sul lavoro


L’angelo schiavo, accecato, impotente
sigilla di sangue innocente le porte
poi viene il signore onnipotente
e alle soglie imbiancate scombina la sorte

Siede per terra, la donna
E soffia via la cenere
Guarda il cielo di sbieco
E non può più attendere
Intorno tutto è infecondo
Negli occhi il deserto
In fine è un grido che s’alza
Dal suo seno aperto

Eccolo il dio dei denari
Che brucia vite e ne fa scorta
Macchina viva, carne morta
Non tutti gli umani sono uguali
Eccolo il dio dei denari

Il passato è davanti allo sguardo disperso ed impuro
La donna si strappa di bocca il tempo futuro
Si alza e conosce da un segno che è tempo di andare
Impone un ritmo al suo passo
E’ pronta a parlare

Questo tempo labile ha un segno indelebile
che chiama a raccolta la forza dei mari
per aprire bocche dischiudere mani
ed un’altra vita sia in salvo domani.

Eccolo il dio dei denari
Che brucia vite e ne fa scorta
Macchina viva, carne morta
Non tutti gli umani sono uguali
Eccolo il dio dei denari

lunedì 2 marzo 2015

#FUMETTI / Ghirighiz: Dio, Gesù, Maria (Enzo Lunari)




Enzo LUNARI, 1937, disegnatore, vignettista
Ghirighiz, 1990 - Dio, Gesù, Maria
da Cuor da cuore. Un anno di satira sinistra, Feltrinelli, 1990


Per avere notizie su 'Cuore. Settimanale di resistenza umana' (16gen1989-2nov1996), diretto da Michele Serra:
http://it.wikipedia.org/wiki/Cuore_%28periodico%29

#RITAGLI #DIO / Il Dio Alpha (Hector A. Garcia)

(...) Non sono uno storico, ma le evidenze mostrano che le religioni più antiche sono state religioni politeistiche con divinità di entrambi i sessi, spesso ispirate a fenomeni naturali. Più avanti l'organizzazione della società è diventata più complessa, i sistemi di potere hanno sentito l'esigenza di tutelarsi, e così in Medio Oriente è nato il monoteismo, da cui poi si sono evolute le religioni abramitiche. Senza dimenticare che anche Roma e la Grecia non sono state esattamente tolleranti nei confronti del dissenso religioso, pensiamo alle persecuzioni del culto dei Baccanali, dei cristiani, degli ebrei o dei druidi.

[D: In genere si trattava di persecuzioni giustificate dalla necessità di mantenere il potere...]
Esattamente, ma proprio questa è la motivazione di tutte le persecuzioni religiose. 
Noi siamo abituati a leggere la Bibbia senza notarlo, ma lo scrittore Steve Wells si è preso la briga di contare quante sono le persone uccise da Dio durante tutta la narrazione, e si arriva alla cifra di 24 milioni. Per avere un riferimento, le persone uccise da Satana nella stessa narrazione sono 60.

(...) Certamente non mi sogno di dire che la religione generi la violenza. Però la storia ci mostra che spesso i potenti si sono alleati con il dio maschio dominante. E quando nella religione si fa strada la psicologia del maschio dominante, combattere la violenza diventa impossibile. Come si fa a contrastare la volontà dell'essere più potente dell'universo? Come esprimere il dissenso, quando andare contro il volere di dio è considerato blasfemia?

[D: Però nei comandamenti c'è scritto «non uccidere». E almeno formalmente quello del cristianesimo è un dio di pace]
È vero che i comandamenti invitano a non uccidere, e nella Bibbia come in altri testi sacri ci sono precetti moralmente apprezzabili. Ma si riferiscono ai membri della tribù, della comunità, non all'umanità in generale. Anzi, spesso i nemici sono etichettati come non umani, per rendere più accettabile l'idea di sterminarli senza pietà. Pensiamo solo che la prima cosa che fa Mosè quando scende dal Sinai è uccidere tutti quelli che hanno commesso peccati durante la sua assenza. La Bibbia è piena di stragi, rapimenti, stupri. Nel Nuovo Testamento la violenza è meno presente, ma accanto agli inviti alla mitezza non mancano minacce contro i non credenti. Nel Vangelo di Giovanni si legge: «Ogni tralcio che in me non porta frutto, il Padre lo taglia. I tralci che danno frutto li pota perché portino più frutto. Il ramo che non rimane unito alla vite non può dare frutto. Questi rami sono raccolti, gettati nel fuoco e bruciati». D'altronde la Chiesa ha sempre combattuto e sterminato popolazioni in nome di Dio. Pensiamo a quello che è avvenuto in Sud America con i conquistadores.

[D: Un tema che lei sente particolarmente vicino...]
I miei genitori sono arrivati negli Stati Uniti dal Messico scappando dalla rivoluzione messicana. Io sono quello che si definisce un mestizo, le mie origini sono in parte ispaniche e in parte native americane. E questo mi ha portato a riflettere in modo particolare sui conquistadores: alcuni dei miei antenati sono stati costretti a inginocchiarsi di fronte agli uomini della croce, sono stati massacrati e imprigionati, le donne sono state violentate. Si, credo che questa vicenda abbia influenzato il mio modo di guardare alla religione.

(...) [D: Lei sostiene che in qualche modo le divinità che ci siamo creati possono limitare il potenziale umano. In che senso?]
Una delle mistificazioni trasmesse dalla fede è l'idea che la conoscenza sia un peccato: le religioni tendono a sopprimere la cultura, il pensiero critico. In Texas, dove insegno, ci sono molti che non credono nell'evoluzione, il Board of Education ha cercato di inserire nei libri di testo tesi creazioniste. Ma se non riconosco l'evoluzione, come posso spiegare le tendenze violente che ci portiamo dietro dai nostri antenati? Per riuscire a costruire una società più gentile è indispensabile capire da dove veniamo. Questa è una delle maggiori limitazioni imposte dalla religione: credo che battersi per il diritto alla conoscenza sia fondamentale.

(...) Se analizziamo le statistiche, vediamo che le popolazioni più laiche, come i paesi scandinavi o l'Olanda, sono anche quelle che tendono ad avere un'organizzazione sociale più sana, in termini di stabilità politica, assenza di discriminazioni di genere, equità sociale, assistenza sanitaria. Il fatto che le caratteristiche che rendono più sane questa società sembrino in controtendenza rispetto a quelle di una religione che impone, per esempio, la subordinazione delle donne dovrebbe farci riflettere.

(...) [D: Pur denunciando l'intolleranza della religione, lei afferma di non avere niente contro l'idea di far parte di una realtà più grande di noi. Qual è il suo atteggiamento personale in proposito?]
Nella mia famiglia ci sono molti cattolici, alcuni sono atei e altri sono vicini a quella religione della Natura in cui credevano i miei antenati. Io personalmente non mi riconosco in alcuna religione: la cosa più vicina a un sentimento religioso che provo è un senso di unità con il mondo naturale. Ma non credo che questo abbia qualcosa a che vedere con un dio in forma umana, un maschio dominante e punitivo.

*** Hector A. GARCIA, psicologo clinico statunitense, ricercatore presso l'università del Texas, autore di Alpha God. The psychology of religious violence and oppression, Prometheus Book, 2015, intervistato da Paola Emilia Cicerone, estratto da 'Mente & Cervello', marzo 2015.