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venerdì 29 dicembre 2017

#MOSQUITO / Conoscere sé stessi (Carl Gustav Jung)

Arrovellarsi è un’attività sterile e fine a sé stessa, che non giunge mai a una meta ragionevole. Non è un lavoro, ma una debolezza e addirittura un vizio. Tuttavia, specialmente quando non ci si sente a posto, è pienamente legittimo fare di sé stessi l’oggetto di una seria indagine, come è possibile esaminare seriamente la propria coscienza senza con questo cadere nel lassismo morale. Chi è nei guai con sé stesso, chi sente di avere bisogno di migliorare, chi – in breve – vuole “crescere”, deve assolutamente fare i conti con sé stesso. Se la persona non si modifica anche internamente, i cambiamenti esterni della situazione sono irrilevanti o addirittura dannosi. Non basta che uno salti su, si dia un tono solenne e proclami: “Mi assumo la responsabilità!” In un caso del genere, non solo gli altri, ma anche il destino vorrebbe sapere chi promette questo grande passo e se è qualcuno che è anche in grado di assumersi la responsabilità. Di parlare, com’è noto, sono capaci tutti. Non è l’incarico che fa l’uomo, ma è l’uomo che crea il suo lavoro. Cercare di conoscere sé stessi, magari con l’aiuto di una o più persone, è perciò – o piuttosto dovrebbe essere! – l’indispensabile premessa per assumersi un dovere più alto, fosse anche solo quello di realizzare il senso della vita individuale nella miglior forma possibile e nella dimensione più ampia possibile; quel che la natura fa sempre, ma senza quella responsabilità, che invece è il compito divino e ineludibile dato in sorte all’uomo.


*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, Un colloquio con Carl Gustav Jung sulla psicologia del profondo e la conoscenza di sé, in La vita simbolica, Opere 18, Bollati Boringhieri, edizione digitale, 2015
https://it.wikipedia.org/wiki/Carl_Gustav_Jung


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sabato 24 settembre 2016

#CIT / Conoscere (Gregory Bateson)

Gregory BATESON, 1904-1980
antropologo, sociologo, psicologo britannico
Mente e natura, 1979, Adelphi, 2008

In Mixtura 1 altro contributo di Gregory Bateson qui

venerdì 2 gennaio 2015

#EXLIBRIS / Psiche, conoscerla

«Chi vuol conoscere la psiche umana apprenderà ben poco dalla psicologia sperimentale. È meglio che appenda al chiodo la toga dello studioso, dica addio al suo gabinetto di consultazione e vada per il mondo, con cuore umano, a vedere coi propri occhi gli orrori delle carceri, dei manicomi e degli ospizi, le sordide bettole di periferia, i bordelli e le bische, i salotti della società’ elegante, le borse, i convegni dei socialisti, le chiese, i revival e le estasi delle sette, per sperimentare di persona amore e odio, la passione in tutte le sue forme, ritornerà molto più informato, sapra’ molto di piu’ di quanto gli insegnerebbero poderosi tomi alti un palmo e potrà essere per i suoi pazienti un vero psicologo.
(…) Nessun manuale può insegnare la psicologia; la si apprende tramite l’effettiva esperienza. (…)
In psicologia si possiede solo ciò di cui si è fatto esperienza nella realtà. Quindi una semplice comprensione intellettuale non è sufficiente, perché si apprendono solo i termini e non la sostanza interiore dell’evento in questione”.»
(Carl Gustav Jung, Elementi di psicologia)

« (…) un analista può aiutare il proprio paziente soltanto fino al punto in cui è arrivato lui stesso e non un solo passo di più.»
(Carl Gustav Jung, La Psicologia del Kundalini Yoga, Seminario tenuto nel 1932, Bollati Boringhieri, p.167)

«Credi forse che l’uomo che dedica la sua vita alla ricerca conduca un’esistenza spirituale e viva la sua anima in misura maggiore di un altro. Ma anche una vita del genere è esteriore, esattamente com’è esteriore la vita di una persona che vive le cose esteriori. Un simile studioso non vive dunque le cose esteriori, bensì i pensieri esteriori, quindi non vive se stesso, bensì il suo oggetto. […] Si è buttati via in tutti quei libri e in tutti i pensieri formulati da altre persone. Per questo la sua anima è bisognosa, deve umiliarsi e andare nella stanza di ogni sconosciuto, per mendicare quel riconoscimento che lui le nega.
Perciò vedi quei vecchi studiosi correre a ottenere riconoscimenti, coprendosi di ridicolo e in maniera indegna. Si offendono se i loro nome non viene citato, sono tristi se qualcun altro dice meglio di loro la stessa cosa, implacabili con chi cambia di una virgola le loro opinioni. Vai a un convegno di dotti e vedrai questi miserevoli vecchi con i loro grandi meriti e le loro anime affamate, che anelano a riconoscimenti e non riescono mai a placare la loro sete. L’anima ha bisogno della sua ingenuità, non del tuo sapere.»
(Carl Gustav Jung, Libro Rosso, p.267)

«Ci siamo arricchiti in sapere, ma non in saggezza.» (Carl Gustav Jung)

*** Carl Gustav JUNG, 1875-1961, medico e psicoanalista svizzero, fondatore della psicologia analitica, da Non bastano SOLO libri e tomi di Psicologia per comprendere la Psiche umana, 26 giugno 2014, in 'carljungitalia', http://bit.ly/1rwV0no