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venerdì 3 novembre 2017

#SPILLI / Pisapia-Bonino, la coerenza e il politicismo (M. Ferrario)

E fu così che 'insieme', anziché Giuliano Pisapia e Pier Luigi Bersani, finirono Pisapia e Emma Bonino. 
Con Renzi, naturalmente.

Lei si era lasciata scappare: «L’idea del Re Sole e delle costellazioni non fa per noi.» (qui)
Lui, sia pure tra un perenne tentennamento e l’altro, era riuscito a mormorare: «Saremo alternativi al Pd.» (qui)
Invece, pare proprio che entrambi stiano lavorando per essere la lista di ‘sinistra’ dell’alleanza con il Pd.

Nessuna sorpresa. 
Né dall'una né dall'altro.
Del resto, è anche per mancanza assoluta di coerenza tra il dire e il fare che la politica ha raggiunto i livelli di disprezzo che conosciamo. E che non smettono di alimentare (in chi, ancora, nonostante tutto, masochisticamente, tenta di interessarsene) una nausea quotidiana insopportabile e senza fine.

‘Politicismo’ è parola oscena. Ma più osceno ancora è ciò che la parola evoca. 
Per liberarsene non c’è che da sperare, prima o poi, in un moto. 
Se non di piazza, che non si sa mai come finisca, almeno di vomito: non cambieremo nulla, ma starà meglio il nostro stomaco.
Una volta c'era la politica. Ci è rimasta la salvaguardia dell'igiene personale.

*** Massimo Ferrario, Pisapia-Bonino, la coerenza e il politicismo, per Mixtura

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giovedì 28 settembre 2017

#BREVITER / Come i comuni mortali, coerenza, Pd (mf)

MasFerrario, facebook, 27 settembre 2017, qui

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MasFerrario, facebook, 27 settembre 2017, qui

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MasFerrario, facebook, 27 settembre 2017, qui

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giovedì 26 gennaio 2017

#SENZA_TAGLI / Renzi, se salvasse almeno la coerenza (Marco Furfaro)

"L'Italicum è la migliore legge del mondo. Vedrete che tra sei mesi ce la copieranno in molti". (Matteo Renzi, 23.03.2015)

"Sulla riforma costituzionale mi gioco tutto" (Matteo Renzi, 11.04.2016)

"Dicono che io ho sbagliato a dire che se perdo vado a casa: e secondo voi io posso diventare un pollo da batteria che perde e fa finta di nulla? Pensano forse che io possa diventare come loro? Accusano me di voler personalizzare perché loro sono preoccupati che in Italia si affermi il principio sacrosanto che chi perde va a casa" (Matteo Renzi, 29.06.2016)

"La Riforma Costituzionale viene affossata dal 59% degli elettori" (4.12.2016)

"La Consulta boccia il ballottaggio" (25.01.2017)

Il progetto politico di Matteo Renzi è stato affossato dagli italiani e dalla Consulta. Sarebbe bello se provasse a salvare almeno la sua coerenza, dimostrando per una volta che anche rispettare la parola data è segno di buona politica.

*** Marco FURFARO, 1980, politico, 'facebook', 25 gennaio 2017, qui


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domenica 15 maggio 2016

#SENZA_TAGLI / Coerenza, dimissioni e dintorni (Michele Serra, Michela Marzano)

L'uscita dal Pd di Michela Marzano dopo l'approvazione della legge Cirinnà (da lei giudicata "importantissima", ma incompleta e compromissoria) è un gesto serio e meditato. 
I tempi del renzismo, che sono febbrili (nel bene e nel male), lasciano poco tempo per la discussione, ed è un peccato. 
La vecchia sinistra dibatteva troppo, e nelle proprie parole annegava. Quella nuova considera la dialettica una inutile scocciatura, ed è il difetto uguale e contrario. (È la verbosità dei padri che ha generato figli dalla parole così spicce?) Peccato, perché il tema è notevole, ben al di là della questione dei diritti. 
Spiega infatti Marzano che «non può non essere coerente con se stessa» - è docente di filosofia morale e sa quello che dice. Ma in un ipotetico dibattito le chiederei se il fine dell'attività politica è essere coerenti con se stessi; o se la natura stessa della politica, che è attività collettiva per eccellenza, non preveda deroghe, anche molto faticose, e perfino dolorose, alla coerenza con se stessi; anche perché la politica non ha come parametro il sé, ma quel guazzabuglio che è la società. 
Ma poi: se i coerenti se ne vanno, a chi lasciano la politica? Ai soli incoerenti?

*** Michele SERRA, giornalista, scrittore, 'l'amaca', 'la Repubblica', 13 maggio 2016, qui

* * *

Caro Michele Serra, hai ragione che i tempi del renzismo sono febbrili (nel bene e nel male), ma forse il tempo della discussione possiamo prendercelo non credi? È per questo che, prima ancora di cercare di risponderti, ti ringrazio per l’opportunità che mi dai oggi con la tua «Amaca» di iniziare un dibattito che può, quindi, anche non essere solo ipotetico. 
È vero, e hai ragione nel ricordarlo, che ho parlato di «coerenza» per spiegare la mia uscita dal Gruppo Parlamentare del PD dopo l’approvazione delle legge sulle unioni civili - che continuo a reputare importante e necessaria, ma non sufficiente e, sul capitolo dei bambini che continuano a essere penalizzati in ragione dell’orientamento sessuale dei genitori, proprio brutta. La coerenza cui però ho fatto riferimento, non è tanto o solo « con me stessa ». Se fosse questo il problema, sarebbe stato poco interessante, anzi banale. « I am not that important » mi disse un giorno un amico, e credo che sia vero per chiunque di noi. La coerenza che mi interessa, è quella con gli ideali etici e morali che giustificano - o dovrebbero giustificare - l’impegno in politica. E quindi soprattutto la coerenza con l’uguaglianza di tutte e di tutti. Un’uguaglianza che resta, almeno per me, la stella polare della sinistra. Un’uguaglianza che non si può sempre e solo invocare, prima di continuare a trattare alcune persone come « meno uguali » rispetto alle altre.
La politica, scrivi giustamente, non ha come parametro il sé, ma la società. Ma è proprio la società che avevo in mente quando ho parlato di coerenza. Non è un caso che abbia citato nella mia lettera di dimissioni Jean Guehenno e il suo invito a « non seguire il mondo come va ». Il mio gesto, in fondo, è solo questo: una testimonianza del fatto che si può, e talvolta si deve, non seguire il mondo come va. Credo che l’integrità e la coerenza siano valori che la politica, se vuole veramente recuperare la fiducia dei cittadini, dovrebbe cercare di rivalutare.
PS - Visto che parli di «fatica» e «dolore» mi permetto di parlare del dolore e della fatica di questa mia scelta. Dal gelo che mi ha accolto ieri in Aula, dove in tanti hanno smesso non solo di salutarmi, ma anche di guardarmi negli occhi, alle tantissime mail di chi, invitandomi a tornare a Parigi, mi hanno dato dell’ingrata, dell’arrogante o della poveretta (e tralascio gli insulti o le minacce, che non meritano nemmeno di essere citate). Ma va bene così. In fondo, sono stata io a scegliere di non seguire il mondo come va, no? 

*** Michela MARZANO, filosofa, risposta a Michele Serra, 'facebook', 14 maggio 2016, qui


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venerdì 4 marzo 2016

#MOSQUITO / Fiducia in se stessi, e coerenza (Ralph Waldo Emerson)

​L’altro timore che ci allontana dalla fiducia in noi stessi è la nostra coerenza: ci trattiene il rispetto per le azioni fatte e le parole dette, dato che gli occhi altrui non hanno altri elementi per calcolare la nostra orbita se non le nostre passate azioni, e noi siamo riluttanti a deluderli.
Ma perché continuare a tenere la testa dietro le spalle? Perché trascinarti dietro il cadavere della memoria, per paura di contraddire quel che hai detto e fatto in questo o quel luogo pubblico? Supponiamo che ti contraddica; e con questo? A me sembra buona norma di saggezza quella di non contare esclusivamente sulla sola memoria e di farne poco, anzi, anche in atti di pura memoria; e allora trascina in giudizio quel passato in un presente dai mille occhi, vivi in un giorno sempre nuovo! (...)

Una stupida coerenza è l’ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi. Ma una grande anima non ha niente a che fare con la coerenza. Tanto varrebbe che si occupasse della sua ombra sul muri. Dì ciò che pensi oggi con parole dure e dì domani ciò che il domani penserà con parole altrettanto dure, per quanto possa essere in contraddizione con qualunque cosa tu abbia detto oggi. “Ma così sarai sicuramente frainteso!”. Ma è proprio un così grande male, dunque, essere fraintesi? Pitagora fu frainteso e Socrate, Gesù, Copernico, Galileo e Newton furono fraintesi, e così fu di ogni più puro e saggio spirito che abbia preso carne. Essere grandi è essere fraintesi.»

*** Ralph Waldo EMERSON, filosofo, scrittore, saggista statunitense, La fiducia in se stessi, Edizioni Piano B, 2015


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martedì 23 febbraio 2016

#VIGNETTE / Altan

ALTAN
(via facebook, 'L'Espresso', 2013)

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ALTAN
(via facebook, 'la Repubblica', febbraio 2016)

lunedì 21 settembre 2015

#MOSQUITO / Dignità e coerenza (Ferruccio Parri)

Ferruccio Parri


(...) contro il fascismo non ho che una ragione di avversione: ma quest'ultima perentoria ed irriducibile, perché è avversione morale; è, meglio, integrale negazione del clima fascista.

** Ferruccio PARRI, 1890-1981, politico, antifascista partigiano, primo Presidente del Consiglio nel 1945, deposizione resa ai giudici del tribunale di Savona nel 1927 per difendersi dall'accusa di "cooperazione alla preparazione ed all'esecuzione dell'espatrio clandestino per motivi politici", citato da Maurizio Viroli, La coerenza assoluta come unico stile di vita, 'Il Fatto Quotidiano', 18 settembre 2015

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Ma voi ed essi dovete intendere che decisioni come queste appaiono di lieve momento solo a chi le consideri con una disinvoltura morale, cui sono per costituzione negato; che decisioni come queste involgono lo stile di un uomo, il suo modo di vivere, la sua ragione anzi di vivere, di fronte alla quale affetti ed amicizie devono per necessità rimanere al secondo piano. Per risolvermi a decisioni contrarie al mio modo di essere bisognerebbero intervenissero circostanze eccezionali e gravissime che depreco con tutto l'animo. (...)
La coerenza per me non è una parola vana, un suono vuoto di senso. Forse l'orgoglio può essere un lusso non concesso alla mia povertà: ma è un lusso interdetto anche questa coerenza morale? Domanda che mi conturba fortemente per i riflessi che voi e più gli amici potete immaginare. Comunque poiché è in gioco non una questione di orgoglio, ma una questione di vita - e torniamo come un circolo chiuso al punto di partenza - non mi è possibile decidere diversamente: sono quindi disposto ad ogni sacrificio pur di non compiere mai nessun atto che sconfessi la mia opera, il mio passato, che giudichi contrario al mio onore, cioè alla mia legge di vita.

*** Ferruccio PARRI, 1890-1981, politico, antifascista partigiano, primo Presidente del Consiglio nel 1945, lettera alla madre del 21 gennaio 1929, nella quale rifiuta di chiedere la grazia e abbandonare la lotta antifascista, citato da Maurizio Viroli, La coerenza assoluta come unico stile di vita, 'Il Fatto Quotidiano', 18 settembre 2015

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Fu una inquieta notte, non nelle mie abitudini, come se dov'essi anch'io fare i conti finali con la vita. Ma sapevo abbastanza per non meravigliarmi più della viltà naturale degli uomini, così che anche la guerra e quella trista guerra si intesseva di un gioco di scarico di responsabilità, aggravato spesso, in quelli che stanno in alto, dalla ipocrisia e dalla prepotenza. Ma io, col mio orgoglio di fondo, che parte mi prendevo, che figura facevo? Dovevo obbedire ai generali o sparare contro i generali? Una riflessione ormai matura mi aveva insegnato a guardarmi da giudizi avventati sui grandi complessi sociali, avventure e sbandamenti. Ero una pedina. Allora un inganno stupido? Come conciliare la chiarezza che desideravo nel pensiero e nell'azione, con la consapevolezza della mia ingenuità ma col rifiuto della stupidità? Quale era il Dio che mi impediva quella mattina di appiattirmi, di mandare al macello i soldati, di mandare avanti, al mio posto, il mio soldatino, anche lui con la mamma e il babbo che lo aspettavano? Il mio Dio non stava in cielo, non stava nella fede dei credenti, nei libri dei filosofi, non nella teorizzazione valida per tutte le genti umane. E spremi, spremi trovavo un solo semplice, non ragionabile ma inestirpabile, invito: 'sii in pace con tè stesso'.

*** Ferruccio PARRI, 1890-1981, politico, antifascista partigiano, primo Presidente del Consiglio nel 1945, un estratto sulla sua esperienza di ufficiale nella Prima Guerra Mondiale, citato da Maurizio Viroli, La coerenza assoluta come unico stile di vita, 'Il Fatto Quotidiano', 18 settembre 2015