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mercoledì 2 settembre 2015

#MOSQUITO / Carlo Rosselli, se fossimo cittadini (Maurizio Viroli)

Fedele senza incertezze all'ideale della vita come missione lottò contro il fascismo con intransigenza assoluta. «Giustizia e libertà / per questo morirono / per questo vivono». In questo epitaffio dettato da Piero Calamandrei per la tomba di Carlo e Nello Rosselli al cimitero fiorentino di Trespiano, c'è tutto il valore della loro eredità morale. 
Se fossimo un popolo di cittadini, quell'angolo di pace dove Carlo e Nello riposano accanto al loro caro 'zio' Gaetano Salvemini, anziché essere desolato e abbandonato come sempre l'ho trovato, sarebbe il nostro Arlington, luogo di pellegrinaggio dove riflettere in silenzio sul loro sacrificio per ritrovare le ragioni di una religione della libertà.

*** Maurizio VIROLI, politologo, docente all'università di Princeton, Si deve vivere (e morire) per giustizia e libertà, 'Il Fatto Quotidiano', 21 agosto 2015

Su Carlo e Nello Rosselli, 
Su Piero Calamandrei, 



venerdì 8 maggio 2015

#RITAGLI #POLITICA #VIDEO / Cittadini e sindaci (Benjamin Barber)

Parlando di città, scoprirete che stiamo parlando di istituzioni politiche in cui sono nate civiltà e cultura.
Parliamo della culla della democrazia. 
Sono spazi pubblici dove ci dichiariamo cittadini, partecipanti, persone con il diritto di scrivere la propria storia. 
Sono i luoghi dove siamo nati, cresciuti, dove abbiamo lavorato, ci siamo sposati, abbiamo pregato, giocato, siamo invecchiati e con il tempo siamo morti. 
Sono casa. 
Molto diversi dagli stati-nazione, che sono astrazioni. 
Le città sono dove c'è azione. Le città siamo noi. 
Aristotele diceva nel mondo antico che l'uomo è un animale politico. Io dico che siamo un animale urbano. Per tornare al dilemma, se il dilemma è che abbiamo stati-nazione politici vecchio stampo incapaci di governare il mondo, allora forse è giunto il momento per i sindaci, i cittadini e le persone che rappresentano si impegnino nel governo globale.

*** Benjamin BARBER, 1939, filosofo della politica, docente e saggista statunitense, estratto da una conferenza Ted del giugno 2013 (vedi qui sotto), pubblicato in 'Sillabario', 'R2 Diario', 'la Repubblica', 6 maggio 2015




Benjamin BARBER
Perché i sindaci dovrebbero governare il mondo
Ted, giugno 2013
video, 18min05
(oltre 600 mila visualizzazioni)

lunedì 30 marzo 2015

#SPILLI #SPOT / Non leggiamo: la fandonia dei libri cari (M. Ferrario)

Gli Italiani spendono il 7,1% della spesa complessiva in attività culturali e ricreative.
Solo il 47,1% legge 1 quotidiano almeno 1 volta la settimana.
E soltanto il 41,4% legge 1 libro nell'arco di 1 anno.
Mi pare ovvio che non siamo messi molto bene quanto a volontà di lettura di giornali e libri.
Si dice: i prezzi dei consumi culturali, e quindi anche dei libri, sono troppo alti.
Ma l'affermazione non regge.
Basti pensare che le novità librarie del 2014 e dei primi 3 mesi del 2015, tra i libri compresi nella fascia da 5 a 8 euro, sono state 9.172.
Non poche, mi pare.
Una mappa di quasi 10mila titoli. Tra i 5 e gli 8 euro.
Dunque, non inventiamoci alibi. Se uno vuole leggere, legge. La crisi economica in questo caso non c'entra nulla.
Siamo ignoranti. Punto. 
Nonostante tutti si sappia (o si dovrebbe sapere) che solo un popolo che conosce e pensa può essere 'cittadino'. 
Perché solo i cittadini, come dice il termine 'demo-crazia', sono in grado di esercitare potere. 
Se lo subiscono, non essendo in grado di capire, agire e reagire, sono sudditi. (mf)

***  Massimo Ferrario, per Mixtura. Dati tratti da Giuliano Vigini, Il piacere di leggere ha un prezzo (anche basso), rubrica 'il numero', in 'La Lettura', 29 marzo 2015.

«Si chiama libro.
Si può leggerlo senza bisogno di uno schermo.
Le pagine sono tutte accessibili e non scompaiono
in caso di mancanza di corrente elettrica.
E' più leggero di un portatile.
Non sarà obsoleto il mese prossimo.
E lei può anche prestarlo a suo padre
senza dovergli spiegare come usarlo.»
(dal web, disegno e testo di autore ignoto)

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(dal web, autore e fonte ignoti)

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(dal web, autore e fonte ignoti)

giovedì 8 gennaio 2015

#BRICIOLE / Ma poi diventiamo adulti

Cazzate - Libertà di parola, ma di cazzate?

Chattare - In rete si clicca, nella vita ci si tocca. Per questo, meglio chattare che comunicare.

Citazioni - Troppe citazioni. Per nascondere la nostra assenza?

Cittadini - Ieri, da plebe a popolo. Oggi, da popolo a pubblico. E cittadini, quando?

Colpevoli - «Guardavo soltanto». Soltanto? Per questo siamo colpevoli.

Cominciare - Il modo più frequente di cominciare è chiedersi come. Quello più sicuro è cominciare.

Complotto - Quando sei convinto che qualcuno sta complottando contro di te, non essere modesto: prenditi in considerazione.

Comprendere - Talvolta bisognerebbe comprendere anche se non si capisce.

Consiglio - Se cerchi un consiglio, ascoltati.

Curiosi - Nasciamo curiosi. Poi diventiamo adulti.

*** Massimo Ferrario, da Tweet-Aforismi, alfabeto 1, ‘AltriSguardi’, 133, 6 aprile 2012. Materiale diffuso in twitter (tra novembre 2011 e marzo 2012) e in parte pubblicato in ‘Direzione del Personale’ (nel periodo da settembre 2010 e a dicembre 2011).