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lunedì 9 novembre 2015

#SENZA_TAGLI / Bugie, 'fisiologiche' nel mercato del lavoro (Chiara Bottini)

Viviamo indiscutibilmente l’era del personal branding “spinto”.

Per “spinto” intendo senza scrupoli, con ogni mezzo a disposizione, con un piglio da guerriglieri pronti a sconfiggere tutto e tutti, più che da professionisti maturi in grado di far parlare le proprie competenze.

I motivi sono innumerevoli e vanno dalla crescita esponenziale del bisogno di visibilità, di staccarsi dal rumore di fondo, dovuto a una concorrenza a dir poco spietata, alla necessità di farsi percepire come autorevoli sullo scibile umano, attivi, sul pezzo, a prescindere dal settore merceologico o dal progetto.

All’interno di questo contesto, nel tentativo (sacrosanto) di raccontare al mondo chi siamo e cosa facciamo in modo innovativo, emotivamente d’impatto e professionalmente accattivante, amplifichiamo qui, tagliamo là, allarghiamo questo, sgonfiamo quello, valorizziamo esperienze durate un’ora, vendiamo per acquisite abilità che, in realtà, sono ancora del tutto in progress.

Insomma: la raccontiamo.

Non è certo meccanismo nato in questi anni, ma diciamo che, in questi anni, salta particolarmente all’occhio, soprattutto grazie alla socialità cibernetica, ai cv online, alle piattaforme professionali e non so se faccia più sorridere o più spaventare, ma sicuramente fa pensare.

Accade, quindi, che gestire un moduletto di 3 ore sul marketing all’interno di un corso di laurea di un anno all’università, è motivo sufficiente ad auto definirci “Professore di marketing alla Sapienza di Roma”, che, in un certo senso, è vero, ma non è proprio così. O che aver effettuato una sostituzione di maternità presso il settore formazione di tot azienda diventi: “responsabile della formazione di tot azienda”.

Chi verrebbe mai a controllare? Poi, semmai, te la giochi in sede di colloquio e aggiusti il tiro su cosa sei davvero in grado di fare perché l’hai già fatto, non perché ipotizzi di riuscire a farlo.

Ma non è forse vero che lavori o progetti ottenuti grazie a piccole bugie, diversamente, non li avremmo mai avuti?

E non è altrettanto vero che, molto spesso, le aziende cercano proprio persone con questo tipo di imprenditività e capacità di vendersi e vendere qualsiasi cosa nello stesso modo?

Da tali considerazioni, nasce la riflessione: quanto spazio c’è per le bugie “fisiologiche” nell’attuale mercato del lavoro?

*** Chiara BOTTINI, consulente, formatrice, scrittrice, Quanto spazio c'è per le bugie "fisiologiche" nell'odierno mercato del lavoro?, 'linkedin.com/pulse', 9 novembre 2015, qui

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lunedì 19 ottobre 2015

#VIDEO / Michel Foucault, le bugie del potere (Alain De Botton)


Alain DE BOTTON, 1969
scrittore, filosofo, conduttore televisivo svizzero
Come Foucault ci aiuta a smontare le bugie del potere
'internazionale.it, 16 ottobre 2015
video, 8min15



Michel Foucault “ha dedicato la sua carriera a una minuziosa critica del potere del moderno stato capitalista borghese”, dice Alain de Botton. I
l filosofo francese, nato da una famiglia ricchissima, è stato una figura rivoluzionaria molto popolare. Nei suoi libri ha condannato gli accademici, i manicomi, la medicina, il sistema carcerario moderno e la “scienza della sessualità”. 
Secondo Foucault, è importante ascoltare le lezioni del passato per migliorare il nostro modo di vivere e per mettere in discussione le idee dominanti della nostra epoca. (dalla presentazione del video)

Alain de Botton è uno scrittore, filosofo e conduttore televisivo. 
Ha fondato The school of life. 
Si occupa di cultura e storia del pensiero sottolineando il loro valore per la vita quotidiana. 
Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è L’arte come terapia. The school of life, Guanda, 2013

In Mixtura, altri 14 contributi di Alain De Botton qui