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martedì 15 marzo 2016

#SGUARDI POIETICI / Certa stanchezza (Pablo Neruda)

Non voglio essere stanco da solo,
voglio che ti stanchi con me.

Come non esser stanco
di certa cenere che cade
sulle città in autunno,
qualcosa che più non vuol ardere,
che s’accumula sui vestiti
e a poco a poco
va cadendo
scolorando i cuori.

Sono stanco del duro mare
e della terra misteriosa.
Sono stanco delle galline:
mai abbiamo saputo cosa pensano,
e ci guardano con occhi asciutti
senza concederci importanza.

Ti invito perché finalmente
ci stanchiamo di tante cose,
dei cattivi aperitivi
e della buona educazione.

Stanchiamoci di non andare in Francia,
stanchiamoci perlomeno
d’uno o due giorni la settimana
che sempre si chiamano a un modo
come i piatti sulla tavola
e che ci destano, perché?
e che ci coricano senza gloria.

Diciamo infine la verità
che mai siamo stati d’accordo
con questi giorni paragonabili
alle mosche e ai cammelli.

Ho visto alcuni monumenti
innalzati ai titani,
agli asini dell’energia.
Li tengono lì immobili
con le loro spade in mano
sopra quei tristi cavalli.
Sono stanco delle statue.
Non ne posso più di tanta pietra.

Se continuiamo a riempire così 
con gli immobili il mondo,
come potranno vivere i vivi?

Sono stanco del ricordo.

Voglio che l’uomo quando nasce
respiri i fiori nudi,
la terra fresca,il fuoco puro,
non ciò che tutti respirano.

Lasciate tranquilli quelli che nascono!
Fate posto perché vivano!
Non gli fate trovare tutto pensato,
non gli leggete lo stesso libro,
lasciate che scoprano l’aurora
e che diano un nome ai loro baci.

Voglio che ti stanchi con me
di tutto ciò che è ben fatto.
Di tutto ciò che ci invecchia.
Di ciò che han preparato 
per affaticare gli altri.

Stanchiamoci di ciò che uccide
e di ciò che non vuol morire.


*** Pablo NERUDA, 1904-1973, poeta, diplomatico, politico cileno, Certa stanchezza, da Estravagario, Losada, Buenos Aires, 1958 - Testo pubblicato in 'Bergamo sera', 28 febbraio 2011 (qui)  e confrontato con il testo in lingua originale (riportato qui). 
https://it.wikipedia.org/wiki/Pablo_Neruda