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venerdì 23 giugno 2017

#SENZA_TAGLI / Lashkar-gah, Afghanistan, non esiste (Cecilia Strada)

Oggi in Afghanistan c'è stato un altro bagno di sangue. Apro la posta: è Roberto, dall'ospedale di Emergency a Lashkar-gah.

"Chissà se qualcuno dalle nostre parti saprebbe localizzare in una mappa la cittadina di Lashkar-gah? No, non credo onestamente.
Eppure Lashkar-gah esiste, ed è pure una città importante qua. Ha circa 250mila abitanti ed è il capoluogo della regione. Come Bologna o Firenze. Solo che non è Firenze e neanche Kabul. Nessuno la conosce. E se nessuno la conosce nessuno ne parla. E se nessuno ne parla, per la nostra gente non esiste.
Invece oggi qua, nella città fantasma, a mezzogiorno è esplosa un'autobomba alla Kabul bank, a 150 metri dal nostro ospedale.
Prima si è sentito lo spostamento d'aria, poi un sacco di polvere, poi sono cominciati a piovere detriti, pure il parafango di una macchina nel nostro giardino. È saltata qualche finestra, un pezzo di controsoffitto del corridoio delle corsie è venuto giù.
Poi, i soliti minuti interminabili di silenzio, il nostro, e di spari serrati, fuori dal cancello.
Poi il fiume di gente. Prima uno alla volta, poi un'onda di sangue e ossa.
Una settantina ne sono arrivati. Una quindicina ne sono morti, molti prima dell'arrivo in ospedale.
Stiamo finendo adesso di sistemare le cose, qualcuno attende ancora la sala operatoria, i chirurghi, gli anestesisti e gli infermieri sono dentro da stamattina.
Fuori dal cancello è pieno di gente che piange, li si sente da dentro il pronto soccorso.
Ma è successo a Lashkar-gah, come succede da 15 anni di continuo.
E Lashkar-gah non esiste".

La guerra è. Buon lavoro, ragazzi.

*** Cecilia STRADA, presidente di Emergency, 'facebook', 22 giugno 2017, qui


In Mixtura altri contributi di Cecilia Strada qui

sabato 8 ottobre 2016

#SENZA_TAGLI / Afghanistan, 15 anni fa (Gino Strada)

Quindici anni fa, il 7 ottobre 2001, ero in Afghanistan. Verso le nove di sera i primi rumori lontani dei bombardieri USA in avvicinamento. Poi i boati spaventosi delle bombe, tonnellate di bombe sganciate da dieci chilometri di altezza sulla piana appena fuori Kabul. 
Iniziò così la aggressione militare all’Afghanistan, il primo passo della “guerra al terrorismo” che secondo l’allora presidente George W. Bush sarebbe durata cinquanta anni. Quindici anni di questa guerra sono trascorsi. 
Il risultato, aldilà delle falsità dei politici? Nuovi lutti e nuove sofferenze per il popolo afgano, che paga il prezzo della guerra e del terrorismo. O del terrorismo e della guerra, se si preferisce: anche in questo caso il prodotto finale non cambia. Ogni giorno sempre più vittime. Come al solito, in stragrande maggioranza civili, come noi.

*** Gino STRADA, 1948, medico, fondatore di Emergency, 'facebook', 7 ottobre 2016, qui


In Mixtura altri 2 contributi di Gino Strada qui

mercoledì 23 marzo 2016

#SORRISI_CONTAGIOSI / Afghanistan, Benares, Cina

Afghanistan
(salamalaikum.tumblr.com, via pinterest)

° ° °

Benares
(diamondandshappyreforever.tumblr.com, via pinterest)

° ° °

Dali (Cina) 
foto di Espen Odén Evertsen
(flickr.com, via pinterest)

domenica 25 ottobre 2015

#VIDEO / Donne, la loro battaglia in Aghanistan per andare in bicicletta (Reuters)

Afghanistan, donne in bicicletta
La battaglia delle donne
Reuters, 'internazionale.it', 21 ottobre 2015
video, 2min43

L’emancipazione femminile è passata spesso attraverso l’uso della bicicletta. 
La possibilità di muoversi in modo indipendente ha segnato una svolta nella lotta per i diritti delle donne. 
Ancora oggi in molti paesi del mondo è vietato per legge alle donne andare in bicicletta liberamente.

In Afghanistan alcune ragazze pedalano ogni giorno in bicicletta andando contro i pregiudizi. Sono intenzionate a cambiare le cose e a lottare per quello che vogliono. 
Il prossimo anno uscirà Afghan cycles, un film documentario diretto da Sarah Menzies che racconta il coraggio e le storie di queste donne. (dalla presentazione)