sabato 21 febbraio 2015

#VIGNETTE / Ellekappa, Biani, Vauro, Romaniello



ELLEKAPPA
Grecia, 'la Repubblica', 21feb15

° ° °


Mauro BIANI
Jobs Act, Mobbing, 'il manifesto', 21feb15

° ° °


VAURO
Jobs Act, Decollo, blog 'vauro', 21feb15

° ° °


Umberto ROMANIELLO, 1974
Poveri, dal web

#VIDEO #SOCIETA' / Cristina Domenech, La poesia che libera l'anima



Cristina DOMENECH, poetessa, filosofa, educatrice
La poesia che libera l'anima, TedxRiodelaPlata,  ottobre 2014
video, 12min37

Cristina Domenech coordina laboratori di scrittura in un carcere argentino.
Qui c'è il racconto, commovente, di come aiuta i carcerati a esprimere se stessi.. E a gioire della libertà di parola. 
Al termine dell'intervento, un carcerato Martin Bustamante, per l'occasione in uscita temporanea, recita una sua poesia. Chiude poi, dicendo il suo nome, con poche parole, emozionanti.. (mf)

«Il cuore mastica le lacrime del tempo
cieco di vedere quella luce
occulta la velocità dell'esistenza dove rimangono le immagini 
combatte, non si lascia andare. 
Il cuore si crepa sotto sguardi tristi 
cavalca nelle tempeste di fuoco 
alza petti reduci dalla vergogna 
sa che il metodo non è solo leggere e seguire 
ma anche voler vedere il blu infinito. 
Il cuore si siede a pensare le cose, 
lotta per non cadere nelle cose comuni, 
cerca di imparare ad amare senza dolore, 
respira il sole che dà coraggio, 
si consegna, viaggia verso la ragione. 
Il cuore combatte nelle paludi, 
costeggia la linea della malavita, 
cade senza forze e non si lascia corrompere 
mentre passi irregolari in stato di ebbrezza 
svegliano, svegliano la quiete». 

Ecco la chiusura: «Sono Martín Bustamante, sono un carcerato dell'Unità 48 di San Martin, Oggi è il mio giorno di uscita temporanea. E a me la poesia e la letteratura mi hanno cambiato la vita. Molte grazie.»

#SGUARDI POIETICI / Scampanio (Luisa Famos)

Verso sera
Quando scampanio
Rimbomba per il paese
Tutto si rinnova

I prati e i campi
Il vicolo e lo sporto
Sotto il frontone
Il nido delle rondini
Il recinto dell’orto
E l’acqua della fontana di larice
Tutto si rinnova

Fa’ che ci rinnoviamo
Anche noi

*** Luisa FAMOS, 1930-1974, poetessa svizzera, Scampanio, traduzione dal ‘vallader’ (lingua della Bassa Engadina, Cantone svizzero dei Grigioni), traduzione di Marisa Keller-Ottaviano, da Luisa Famos, Tutto si rinnova, poesie, Casagrande, 2012, in ‘La Lettura’, 30 dicembre 2012.
Anche in 'losguardopoIetico', 294, 5 aprile 2014, http://twl.sh/1lH0zvj


#EXLIBRIS / Essere maggiorenni, è scomodo (Immanuel Kant)

L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! - è dunque il motto dell’Illuminismo. 

La pigrizia e la viltà sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura li ha da lungo tempo affrancati dall’eterodistinzione (naturaliter maiorennes), tuttavia rimane volentieri minorenne per l’intera vita: e per cui riesce tanto facile agli altri erigersi a loro tutori. È tanto comodo essere minorenni! Se ho un libro che pensa per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che decide per me sulla dieta che mi conviene, ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero per me. Purché io sia in grado di pagare, non ho bisogno dì pensare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione. 

A far sì che la stragrande maggioranza degli uomini (e con essi tutto il bel sesso) ritenga il passaggio allo stato di maggiorità, oltreché difficile, anche molto pericoloso, provvedono già quei tutori che si sono assunti con tanta benevolenza l'alta sorveglianza sopra costoro. Dopo averli in un primo tempo instupiditi come fossero animali domestici e aver accuratamente impedito che queste pacifiche creature osassero muovere un passo fuori dei girello da bambini in cui le hanno imprigionate, in un secondo tempo mostrano ad esse il pericolo che le minaccia qualora tentassero di camminare da sole. Ora questo pericolo non è poi così grande come loro si fa credere, poiché a prezzo di qualche caduta essi alla fine imparerebbero a camminare: ma un esempio di questo genere rende comunque paurosi e di solito distoglie la gente da ogni ulteriore tentativo.

È dunque difficile per ogni singolo uomo districarsi dalla minorità che per lui è diventata pressoché una seconda natura. E' giunto perfino ad amarla, e attualmente è davvero incapace di servirsi del suo proprio intelletto, non essendogli mai stato consentito di metterlo alla prova. 

Regole e formule, questi strumenti meccanici di un uso razionale o piuttosto di un abuso delle sue disposizioni naturali, sono ceppi di una eterna minorità. Anche chi da essi riuscisse a sciogliersi, non farebbe che un salto malsicuro sia pure sopra i più angusti fossati, poiché non sarebbe allenato a siffatti liberi movimenti. Quindi solo pochi sono riusciti, con l'educazione del proprio spirito, a districarsi dalla minorità e tuttavia a camminare con passo sicuro.


*** Immanuel KANT, 1724-1804, filosofo tedesco, Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?, 1784, in Scritti politici e di filosofia della storia e del diritto, Torino, 1963.

#VERSETTI SATIRICI / Nummeri (Trilussa)

Conterò poco, è vero:
diceva l'Uno ar Zero,
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso vôto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.
---
*** TRILUSSA (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950, poeta, scrittore, giornalista, Nummeri, in ‘Sofà delle muse’, http://bit.ly/1zHKLNn
Testo pubblicato inedito in 'La Rinascita', agosto-settembre 1944


venerdì 20 febbraio 2015

#VIGNETTE / Altan, Biani, Ebert, Fricca


ALTAN
Le 7 vite del banana, 'L'Espresso', 2015

° ° °


 MauroBIANI
La buona scuola, 'il manifesto0, 19feb15

° ° °


EBERT
Triton, blog 'ebert', 16feb15

° ° °


Filippo FRICCA
Real Life, blog 'rododentro', 26set14

#SGUARDI POIETICI / Gentilezza e poesie (M. Ferrario)

Spiazzeremmo 
tutti.

Si chiederebbero cosa c’è
‘dietro’

e ‘chi si crede d’essere’
uno che dice
buongiorno scusi per favore grazie prego

e che all’angolo
non chiede elemosina
ma regala poesie
e grandi poster di albe e tramonti

con un sorriso
genuino
e non appiccicato sulle labbra
dopo un corso 
che ti ha insegnato a sorridere
e a fingerti gentile
per meglio abbindolare
chi crede  ancora
che ci sono persone
che sono quel che sembrano

e vive
poverino
in un altro mondo
che è solo il suo mondo
in cui ancora si dice
buongiorno scusi per favore grazie prego.

*** Massimo Ferrario, Gentilezza e poesie, 2014.
Anche in 'losguardopoIetico', 465, 11 ottobre 2014, http://twl.sh/1yjWiE9




frase attribuita a Anne HERBERT, 1952, scrittrice pacifista statunitense
(dal web)

#EXLIBRIS / Aldo Busi, Amore: non se ne parla

L'amore si fa o si sente, l'amore non si dice, non si reclama e non si commenta l'amore fatto, l'amore ha gli occhi per parlare e le mani per recargli doni. Se gli occhi sfuggono e le mani arrivano vuote, è detto tutto. Due che non hanno niente da dirsi parlano del loro amore reciproco, che intanto sta volando altrove.
Parlare d'amore significa parlare d'altro. 

*** Aldo BUSI, 1948, scrittore, El specialista de Barcelona, romanzo, Dalai editore, 2012.     

#ILLUSIONI OTTICHE / Punti luminosi


Punti luminosi
(ark mf)

Alle intersezioni si vedono dei punti luminosi che sembrano formare una serie di cerchi concentrici

#MUSICHE & TESTI / Victor Jara, Quando vado al lavoro



Victor JARA, 1932-1973, 
cantautore, poeta, musicista, regista cileno
video, 3min53

Quando vado al lavoro
penso a te,
per le vie del quartiere
penso a te
quando guardo le facce
dietro il vetro appannato
senza sapere chi sono, dove vanno.
Penso a te,
mia vita, penso a te.
A te, compagna dei miei giorni
e del futuro
delle ore amare
e penso alla gioia di poter vivere
lavorando all'inizio di una storia
senza conoscere la fine.

Quando il turno finisce
e il pomeriggio va
allungando la sua ombra
per il Tijeral (°)
e al ritorno dal lavoro
discuto con gli amici
e ragiono delle questioni
di questo tempo e del destino,
penso a te,
mia vita, penso a te.
A te, compagna dei miei giorni
e del futuro
delle ore amare
e penso alla gioia di poter vivere
lavorando all'inizio di una storia
senza conoscere la fine.

Quando torno a casa
tu sei lì,
e noi ormeggiamo i nostri sogni ...
lavorando all'inizio di una storia
senza conoscere la fine.

*** Victor JARA, sostenitore di Salvador Allende, fu assassinato durante il golpe del 1973. Traduzione del testo di Massimo Ferrario. - (°) Tijeral si trova nella regione Araucania in Cile.

giovedì 19 febbraio 2015

#VIDEO #SOCIETA' / Vito Mancuso, Sull'amore



Vito MANCUSO, 1962, teologo, saggista
Io amo, intervento alla Libreria Feltrinelli Duomo Milano, 30 settembre 2014
video, 45min07

Vito Mancuso è uno dei teologi italiani più importanti: meno conformisti e più capaci di seguire pensieri autonomi, quasi sul filo dell'eresia.
La sua produzione saggistica è ampia.
In questo intervento, il tema è l'amore e il riferimento è all'ultimo suo libro (Io amo. Piccola filosofia dell'amore, Garzanti, 2014).
L'esposizione è 'a braccio': quindi un po' erratica. Però chiara, razionale, coinvolgente.
Assai critica la parte sull'etica sessuale cattolica. (mf)

Per una biografia di Vito Mancuso, si veda:
http://it.wikipedia.org/wiki/Vito_Mancuso

#ILLUSIONI OTTICHE / Dov'è la stella?


Dov'è la stella?
(ark mf)

La stella si trova alla stessa distanza dalla base e dal vertice del triangolo, oppure è spostata troppo in alto?

#FAVOLE & RACCONTI / La bambina del futuro

In una strada molto affollata un distinto signore è intento a fare un prelievo al bancomat.
All’improvviso sbuca da dietro le spalle un rapinatore. Che gli rifila una coltellata ai fianchi e gli sottrae i soldi appena ritirati.
In un attimo il rapinatore è scomparso.

L'uomo è caduto a terra. Perde sangue. Invoca aiuto.

mercoledì 18 febbraio 2015

#FAVOLINE / Il bambino cui piaceva imparare

(21) - C’era una volta un collaboratore. Che la pensava come il capo. Sempre. Fu licenziato. Era un dipendente. Che non serviva a niente. (tw18set13)

(22) - E Piccolo Uomo disse a Grande Vecchio: «Diventerò vecchio, ma resterò bambino. Così non invecchierò.» (tw19set13) 

(23) -. Era infelice. Chiedeva consigli a tutti. Finché trovò un bimbo. Che gli consigliò: «Datteli da solo». E iniziò a essere felice. (tw19set13)

(24) - Gli avevano detto che avrebbe dovuto scrivere così: pe(n)sare. E allora lui capì perché faceva tanta fatica. Quando pensava. (tw20st13)

(25) - C’era un bambino cui piaceva imparare. Gli dicevano di fare solo quello che sapeva fare. Rispondeva che però così non imparava. (tw20set13)

(26) - Il sole aspettava la luna. La luna aspettava il sole. Così, grazie al loro saper aspettare, si susseguivano le giornate. La vita. (tw21set13) 

(27) - C’era una volta un bambino. Faceva sempre domande. Poi divenne adulto. Aveva solo riposte. O almeno lui credeva. Che lo fossero. (tw21set13)

(28) - Lei se n’era andata svuotandogli anche la cucina. Lui piangeva: «Come farò senza te?» E l’amico, premuroso: «Scendo a comprartelo» (tw21set13)

(29) - Lo chiamavano decisionista. Perché decideva di fare. Anche quando c’era da aspettare. Diceva che agiva. Ma era agitazione. (tw22set13)

(30) - Curiosissimo. Chiedeva il parere di tutti. Gli dicevano: Pensa con la tua testa. E lui: Perciò ho bisogno di quella degli altri. (tw22set13) 

*** Massimo Ferrario - Si tratta di 'favoline' nate per gioco su stimolo del sito 'tiraccontounafiaba.it': che, in Twitter, proponeva di inviare testi in formato tweet a @fiaba140.
Chi conosce Twitter sa che ogni tweet non può superare le 140 battute (spazi bianchi compresi). Queste ‘favoline’ hanno un ulteriore limite. Poiché nel tweet doveva essere compresa l’indicazione di @fiaba140 (9 battute), il vincolo per ogni favolina è stato di non più di 131 battute.
Qui, tra parentesi, in corsivo, è riportata la data della diffusione in twitter.

#CASI FORMATIVI #IMPRESA / Il rapporto con i giovani (Il caso Negrini-Doddi)

Si tratta di un caso-culto, per la forza della tematica trattata e per il particolare stile di relazione evidenziato da Capo e Collaboratore, analizzabile secondo più ottiche. 
Nonostante la sua datazione non recente, è tuttora discusso, anche negli Usa, in contesti di formazione di base, pure universitari. 
Per quanto mi concerne, ho usato questo stimolo in parecchie situazioni, producendo reazioni coinvolte e scambi assai produttivi, che hanno permesso di riflettere sui rischi e gli errori della comunicazione e su come produrre una relazione efficace. 
Tra l'altro il materiale si presta bene a toccare il tema, sempre più critico e discusso (al di là, purtroppo della moda) del coaching.

° ° °

Riccardo Doddi, 28 anni, laureato in fisica, lavora da un anno come ricercatore al Centro Sperimentale Italiano.
Suo capo diretto è Fabio Negrini, 45 anni, direttore del Laboratorio Prove Tecniche, entrato al Centro subito dopo aver conseguito la laurea in ingegneria elettronica.

#EXLIBRIS / Luigi Zingales, Business School ed etica

Una business school non festeggerebbe mai un uomo d'affari che ha fatto fortuna con la vendita di film pornografici: perché mai allora dovrebbe capitare a qualcuno che si è arricchito sfruttando le dipendenze delle persone o promuovendo uno strumento finanziario pensato per far fessi gli investitori sprovveduti? Le business school dovrebbero coprire di vergogna questo tipo di comportamenti criticandoli pubblicamente.

Molte business school offrono corsi di etica, che normalmente si dividono in due categorie. In alcuni si illustrano semplicemente i dilemmi etici, senza però alcuna presa di posizione sulle possibili linee da adottare: è come se agli studenti si spiegassero i pro e i contro della segregazione razziale, lasciando decidere a ciascuno di loro da che parte stare. In altri ci si nasconde dietro la responsabilità sociale dell'azienda, per cui i doveri sociali ricadono appunto su di essa, e non sul singolo. Scrivo «nascondere» perché l'azienda altro non è che un insieme di persone. Una decisione della Corte Suprema del 2010 (Citizen United contro Federal Election Commission) ha affermato che non dobbiamo caricare sulle imprese oneri che non siamo disposti ad imporre ai singoli individui. Prima della responsabilità sociale dell'azienda c'è quella del singolo individuo: se non si riconosce la seconda, non si può parlare della prima. Le business school dovrebbero prendere posizione sulla responsabilità individuale di un buon capitalista. 

*** Luigi ZINGALES, 1963, economista, docente di Impresa e Finanza all’università di Chicago, Manifesto capitalista. Una rivoluzione liberale contro l’economia corrotta, Rizzoli, 2012.

#QUADRI / Edward Hopper (1882-1967) (17 opere)


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Nighthawks, 1947

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
The Wine Shop, 1909

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Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Summer Interior, 1909

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Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
People in the Sun, 1960

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
The Mansard Roof, 1923

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Gas, 1940

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Girl at Sewing Machine, 1921

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Chop Suey, 1929

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Summer Evening, 1947

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Morning Sun, 1959

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Chair Car, 1965

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Automat, 1927

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Hotel Lobby, 1943

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Carolina Morning, 1955

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
Hotel Room, 1931

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
At Office Night, 1940

° ° °


Edwad HOPPER, 1882-1967, pittore statunitense
The House by the Railroad, 1925

° ° °

Il mio scopo in pittura è sempre quello di usare la natura come mezzo, per cercare di fissare sulla tela le mie reazioni più intime di fronte al soggetto, così come mi appare quando lo amo di più: quando il mio interesse e il mio modo di vedere riescono a dare unità alle cose. (Edward HopperScritti, interviste, testimonianze, a cura di Elena Pontiggia, Abscondita, 2000)

In Mixtura i contributi di Edward Hopper qui
In Mixtura ark #Quadri qui

#ILLUSIONI OTTICHE / Ma il centro sporge?


Ma il centro sporge?
(ark mf)

martedì 17 febbraio 2015

#VIDEO #MUSICA / Thelonious Monk, 1966



Thelonious MONK, 1917-1982, pianista e compositore jazz statunitense
Thelonious Monk Quartet in Poland, april 1966
(1) Epistrophe, (2) Round Midnight, (3) Lulu's Back In Town
video, 26min37


Per la biografia di Thelonious Monk, si veda:
http://it.wikipedia.org/wiki/Thelonious_Monk

#SGUARDI POIETICI / Diceva (M. Ferrario)

Diceva:
voglio parole che risuonino
ancora
come gocce di cristallo,
ma dure
e spigolose
come gemme di diamante.
Che mordano e intaglino
l’anima:
e sappiano sorprenderci
ogni volta
come l’alba sul mare il primo giorno.

Diceva:
voglio parole
finalmente
da ascoltare,
non più
da dire.
Da comunicare,
non più
da scambiare.

Tra uomini pieni e verticali.
Finalmente riscattati. 
Non più
decalcomanie.

Fu processato e condannato:
per disturbo della quiete pubblica.

*** Massimo Ferrario, 26 settembre 1990. Anche in 'losguardopoIetico', 199, 2 novembre 2013, http://twl.sh/16uuC0D